25 maggio 2020: Messaggio alla Comunità Parrocchiale

Carissimi tutti, vicini e lontani,

il brano che oggi la liturgia ci propone (Atti 19,1-8) ci narra dell’arrivo di Paolo ad Efeso, importante centro commerciale, nell’attuale Turchia. E’ anche il punto di incontro di diverse correnti del cristianesimo primitivo. Intendiamoci, la diversità non stava nell’interpretazione del messaggio evangelico, ma nella sua attuazione pratica, a volte imprecisa per scarsa conoscenza. Bisogna dire che i cristiani di quella città, molto probabilmente discendenti dei primi discepoli del Battista e allontanatisi dalla Palestina dopo la sua morte, non hanno ben chiare le idee sul rapporto tra Gesù e Giovanni, tra il Messia atteso e il suo precursore e sono rimasti “al palo”, cioè al battesimo di penitenza predicato da quest’ultimo. Qui si capisce la differenza fondamentale tra i “due” battesimi: l’uno è basato sul profondo atto di pentimento necessario per il perdono dei peccati (Giovanni); l’altro, al pentimento, aggiunge il dono dello Spirito(Gesù). Quando Paolo chiede ad alcuni di loro se hanno ricevuto lo Spirito Santo, questi, candidamente, rispondono di non sapere neanche che ce ne sia uno (v.2) e che hanno ricevuto solo il battesimo di Giovanni. Tocca dunque all’Apostolo far capire che il Battista stesso aveva invitato a credere a Chi sarebbe venuto dopo di lui, cioè il Cristo. E’ un’occasione che lui non può perdere per annunciare il Vangelo a questi fratelli, battezzarli e imporre le mani invocando per loro il dono dello Spirito che non tarda a manifestare i suoi effetti.

L’azione dello Spirito Santo, su ognuno di noi, si manifesta in modi diversi, magari meno evidenti ed eclatanti come sui primi discepoli, ma non per questo meno autentici e importanti. Il dono delle lingue: non si manifesta forse in tutte le lingue con cui viene oggi annunciato il Vangelo? Il dono della profezia: quanti “veri profeti” oggi parlano in nome di Dio invitando alla fede e alla conversione? E potremmo andare avanti, ma ci fermiamo per dare spazio alla preghiera. Dunque… Preghiamo:

Signore abbiamo bisogno di riscoprire dentro di noi l’azione del Tuo Santo Spirito e dei suoi santi doni: la Sapienza per conoscere meglio Dio e la sua volontà; l’Intelletto per accostarci con umiltà al Suo mistero; la Scienza per conoscere meglio noi stessi e gli altri; il Consiglio per saper scegliere i mezzi con cui servire Dio; la Fortezza che incoraggia in questo servizio; la Pietà che addolcisce la fatica del servizio; il Timore di Dio, che attraverso l’Amore ci aiuta a stare lontani dal male. Signore illumina la nostra vita con questi doni del Tuo Santo Spirito.

Nell’attesa di una rinnovata Pentecoste, buona giornata a tutti,

PG&PGR

N.B. I doni dello Spirito Santo vengono così sintetizzati da San Francesco di Sales nel “Trattato dell’Amore di Dio”.

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