28 novembre 2020: Messaggio alla Comunità Parrocchiale

Carissimi,

una volta si diceva “Anno nuovo, vita nuova!”, ma il riferimento era all’anno solare, quello che inizia il Primo gennaio e termina il 31 dicembre. Con un po’ di volontà possiamo applicarlo anche all’Anno liturgico e domani, Prima domenica di Avvento, ne inizia uno nuovo. Avvento, tempo di attesa, tempo di preparazione, tempo di vigilanza. Nel brano del Vangelo che ascolteremo (Mc 13,33-37), il Signore Gesù ci inviterà, ancora una volta, alla vigilanza, a non stancarci dell’attesa, a non “addormentarci”. Don Domenico Mosso, un esegeta piemontese che abbiamo già avuto occasione di conoscere, commentando questo brano, nel 1990, scriveva: “Le parole di Gesù, vegliare e stare attenti, riguardano tutta la vita e ogni cosa che facciamo. E’ un invito a non perdere la lucidità, la chiara coscienza della nostra situazione, come uomini e come cristiani”. Diciamocelo chiaramente, attendere è una cosa che ci piace poco. Vorremmo sempre avere, nelle diverse situazioni dell’esistenza, risposte rapide, sicure, che ci aiutino a vivere sereni. Continua don Domenico: “Certo, a volte vorremmo che Dio si facesse trovare un po’ più facilmente: che si facesse vedere, si facesse sentire direttamente, che dimostrasse a tutti che Egli c’è davvero…”. Quante pretese abbiamo e quanta poca pazienza…! Francesco di Sales, puntuale come sempre, ci incoraggia ad approfittare di questo tempo di “attesa” per fare dei piccoli passi verso la “perfezione”. In un Trattenimento del febbraio 1612 dice: “Quanto sono felici coloro che vivendo nell’attesa, non si stancano di attendere! Ciò lo dico per molti, che avendo il desiderio di perfezionarsi con l’acquisizione delle virtù, le vorrebbero possedere tutte d’un colpo, come se la perfezione consistesse soltanto nel desiderarla. Sarebbe un gran bene se potessimo essere umili appena desideriamo di esserlo, senza altra fatica”. Ma allora, è la perfezione che cerchiamo, è l’incontro con Dio che vogliamo, o piuttosto il non voler impegnarci troppo, non “faticare” aspettando che sia il Signore a cambiare la nostra vita? Continua il Salesio: “Dobbiamo abituarci ad inseguire il raggiungimento della perfezione per le vie ordinarie, in serenità di cuore, facendo tutto quello che possiamo per acquistare le virtù per mezzo della fedeltà nel praticarle, ognuno secondo il proprio stato e la propria vocazione; e rimaniamo in attesa, per quello che riguarda giungere presto o tardi allo scopo, lasciando ciò alla divina Provvidenza…purchè compiamo il nostro dovere facendo sempre quello che dipende da noi ed è in nostro potere”. L’invito è dunque quello di non perderci di coraggio, di perseverare con pazienza nella ricerca del bene, nostro e altrui, in attesa del “ritorno del padrone”.  La frase conclusiva del Vangelo dovrà suonare come un forte invito valido per tutti gli uomini e tutte le donne di tutti i tempi: “Quello che dico a voi, lo dico a tutti, vegliate!”.

Possiamo dunque augurarci “buon anno” sperando con tutto il cuore che, per tutti noi e per le nostre comunità, sia un anno nuovo con una nuova e ritrovata vitalità.

Preghiamo

Signore, ancora una volta ci inviti ad attenderti con fede e a vigilare sul nostro comportamento. Rendici docili alla Tua Parola, insegnaci a superare le nostre imperfezioni, risveglia in noi lo Spirito di veri cristiani che sanno attendere con fiducia e contribuiscono, con le proprie scelte di vita, alla costruzione del Tuo Regno. Amen.

A tutti, ovunque voi siate, vicini e lontani, buon anno!

PG&PGR

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