4 Dicembre 2021: Messaggio alla Comunità Parrocchiale

Carissimi,

come dicevamo ieri, Francesco di Sales, pur esigente prima di tutto con se stesso, non manca di incoraggiare i suoi amici, tra i quali ci siamo anche tutti noi, a fare sempre le cose con calma, senza agitazione, soprattutto quando si tratta della nostra “salute” spirituale, confidando nell’amore e nella misericordia di Dio. Per questo continua dicendo: “Nota però, Filotea, che non devi fare questo esame con agitazione e troppo puntiglio; ma dopo aver obiettivamente preso in esame le eventuali colpe a questo proposito, se scopri che la causa dei male è dentro di te, ringrazia Dio, perché il male quando se ne scopre la causa, per metà è già guarito.” Avere la coscienza del proprio peccato, il saper riconoscere e accettare i propri limiti pur avendo a cuore il proprio progresso spirituale, è veramente segno dell’aver intrapreso un cammino di conversione. San Giovanni, nella Prima lettera (3,21), scrive: “Se il cuore non ci rimprovera nulla, abbiamo fiducia in Dio” e il Nostro sottolinea: “Se, al contrario, non trovi nulla che, secondo te, possa essere la causa di questa aridità, non impegnarti in un esame più accurato, ma, con tutta semplicità, senza scendere in dettagli, fa quello che ora ti dirò”. Il buon pastore Francesco non vuole lasciarci, anche in questa eventualità, senza utili consigli: “Umiliati profondamente davanti a Dio, riconoscendo il tuo nulla e la tua miseria: Che cosa ne è di me quando sono affidata a me stessa? Signore, sono soltanto terra arida, con enormi crepe da tutte le parti, con una grande sete di pioggia dal cielo, che il vento dissipa e riduce in polvere.” Sembra volerci dire: è inutile “rompersi la testa” nel ricercare quali siano state le cause dell’aridità; l’importante è l’essere convinti di avere un continuo bisogno dell’aiuto di Dio. Solo attraverso tale convinzione potremo ritrovare il coraggio e la gioia di tornare a Lui: “Invoca Dio e domandagli la sua gioia: Rendimi, Signore, la gioia della tua salvezza. Padre mio, se è possibile, allontana da me questo calice. Partiti da qui, vento secco, che inaridisci la mia anima; e tu, brezza gentile di consolazione, vieni e soffia nel mio giardino; i tuoi buoni affetti spanderanno soavi profumi.” Era inevitabile, a questo punto, il riferimento al libro dei Salmi (51,14), alla preghiera di Gesù nell’orto degli Ulivi (Mt 26,39) e al Cantico dei Cantici (4,16). Volendo poi sottolineare nuovamente l’importanza della direzione spirituale e del Sacramento della Riconciliazione, suggerisce: “Va dal tuo confessore, aprigli bene il cuore, svelagli tutti i nascondigli della tua anima, accetta i consigli che ti darà, con grande semplicità e umiltà. Dio ama infinitamente l’obbedienza, per cui aggiunge spesso efficacia ai consigli che si ricevono da altri, soprattutto quando si tratta delle guide delle anime, anche se non c’è nessuna esteriorità apparente; pensa a Naaman: il Signore rese per lui prodigiose le acque del Giordano, nelle quali Eliseo, senza alcuna ragione apparente, gli aveva ordinato di bagnarsi.” Il riferimento alla guarigione dalla lebbra di Naaman il Siro è emblematico: non sono le acque del Giordano ad operarla, ma lo Spirito di Dio attraverso le indicazioni del profeta Eliseo; non sono le parole del confessore o del direttore spirituale che fanno superare le difficoltà del cuore, ma lo Spirito che illumina quelle parole e ci invita ad accoglierle.

Preghiamo

Signore non farci mai mancare parole di incoraggiamento. Il Tuo Santo Spirito soffi nei nostri cuori e apra le nostre menti. Amen

Siamo alla fine della prima settimana di Avvento. Cosa possiamo fare per accogliere con maggiore gioia lo Spirito di Dio? Buona giornata e buona domenica,

PG&PGR

I commenti sono chiusi.