13 Aprile 2022: Messaggio alla Comunità Parrocchiale

Carissimi,

il senso dell’ospitalità e dell’accoglienza si riscontra in tutte le culture e, in alcune, assume un aspetto di “sacralità”: l’ospite è sacro. Ma le cose cambiano quando “l’ospite” non è invitato, ma un forestiero, uno sconosciuto, uno che ti sconvolge il “quieto vivere”. Nel numero 103, attraverso alcuni brani dell’Antico Testamento, il Papa mette in risalto le indicazioni che già Mosè aveva dato al Popolo eletto per quello che riguarda l’aver cura di chi bussa alla tua porta e, riprendendo il discorso di ieri sulla regola benedettina dice: “Qualcosa di simile prospetta l’Antico Testamento quando dice: «Non molesterai il forestiero né lo opprimerai, perché voi siete stati forestieri in terra d’Egitto» (Es 22,20). «Il forestiero dimorante fra voi lo tratterete come colui che è nato fra voi; tu l’amerai come te stesso, perché anche voi siete stati forestieri in terra d’Egitto» (Lv 19,33-34)”. Non è dunque una novità, ma una riscoperta della Parola di Dio che, attraverso l’insegnamento di Gesù, ci sollecita ad agire con amore. E, dunque, precisa Papa Francesco: ”Non si tratta dell’invenzione di un Papa o di un delirio passeggero”. La Chiesa, nonostante i tanti errori commessi nei secoli passati e per i quali tutti gli ultimi Pontefici hanno chiesto più volte scusa, ha dimostrato la sua apertura all’accoglienza di tutti, senza far distinzione tra cristiani, appartenenti alle altre religioni, non credenti. Ad esempio, a quanti, durante l’occupazione tedesca, la Chiesa ha dato rifugio facendo fronte a tante necessità. A San Giovanni e nella stessa San Pietro erano centinaia. Papa Pacelli, Pio XII, ingiustamente criticato da alcuni storici, chiese anche alle Parrocchie e agli Istituti religiosi di aprirsi all’accoglienza dei perseguitati politici e degli ebrei ricercati dalla Gestapo. Papa Francesco conclude con un caldo invito: “Anche noi, nel contesto attuale, siamo chiamati a vivere il cammino di illuminazione spirituale che ci presentava il profeta Isaia quando si domandava che cosa è gradito a Dio: «Non consiste forse nel dividere il pane con l’affamato, nell’introdurre in casa i miseri, senza tetto, nel vestire uno che vedi nudo, senza trascurare i tuoi parenti? Allora la tua luce sorgerà come l’aurora» (58,7-8)”. [103] E’ bene sottolineare la frase “senza trascurare i tuoi parenti”. Talvolta, anche involontariamente o distrattamente, accade!

Ci fermiamo per qualche giorno e riprenderemo mercoledì 20 aprile. Viviamo profondamente questi giorni in preparazione alla Pasqua di Risurrezione pensando che Cristo ha dato la sua vita non solo per noi, ma per ogni uomo e ogni donna  “di ogni tribù, lingua, popolo e nazione”(Ap 5,9).

Preghiamo con le parole della liturgia odierna

Padre misericordioso, tu ha voluto che il Cristo tuo figlio subisse per noi il supplizio della croce per liberarci dal potere del nemico; donaci di giungere alla gloria della risurrezione. Amen

In modo particolare, in questi giorni santi, intensifichiamo la nostra preghiera per la pace in Ucraina e per tutti quei popoli che soffrono a causa delle tante guerre dimenticate.

A tutti voi, alle vostre famiglie e alle vostre comunità parrocchiali e religiose, giunga il nostro augurio di rivivere, insieme al Signore Gesù e a tanti fratelli e sorelle, il grande mistero della redenzione. BUONA PASQUA,

PG&PGR

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