Carissimi,
la seconda sfida, dopo quella del mondo, che il credente deve affrontare, qualunque sia il tipo di vita che sceglie, è quella della carne. Francesco di Sales afferma che questa è più impegnativa della prima e, a sostegno di ciò, cita san Paolo: “Diffidate di quel nemico mortale che ci accompagna sempre, e state attenti che non vi seduca (Rom 7,23; Col 5,16-17). E chi è quel nemico di cui parla l’Apostolo? E’ la carne, che portiamo sempre con noi…ci accompagna sempre e cerca di ingannarci…è la nemica più sleale, più traditrice e perfida che si possa pensare; per questo la rinuncia continua che ne dobbiamo fare, senza dubbio è molto difficile”.
Bisogna fare, però, bene attenzione e non considerare come desideri e tentazioni della carne solo quelli che riguardano la sfera sessuale: sarebbe un grave errore! Non dimentichiamo che i vizi capitali, cioè quelli che si oppongono alle virtù, sono sette: la superbia che porta ad una eccessiva fiducia in se stessi e alla presunzione; l’avarizia, intesa come un attaccamento smodato al denaro e alle ricchezze; la lussuria che ricerca il solo piacere sensuale; l’ira, che molto spesso anima la violenza; la gola e cioè l’eccessivo piacere del cibo e di certi liquidi; l’invidia che porta ad essere tristi per i successi altrui e infine l’accidia, cioè la pigrizia che si accompagna all’ozio che viene definito come il “padre di tutti i vizi”. Il cristiano è sempre in guerra contro questi che in modo, più o meno invadente, si oppongono alla vita nello spirito. Ma c’è una terza sfida “che è la più importante di tutte” – prosegue Francesco, in quanto – “è la rinuncia a se stessi ed è molto più difficile delle altre due”. La sua difficoltà sta proprio nell’ordinarietà della rinuncia stessa; piccole ma continue occasioni quotidiane nelle quali siamo chiamati a scegliere tra il nostro bene e quello degli altri, tra il nostro interesse e il bene comune, tra le nostre piccole soddisfazioni e l’impegno per conseguire un bene più grande. Questa sfida è talmente subdola che spesso ci tradisce perché si presenta in modo nascosto, facendoci pensare che tutto sia lecito e permesso. Il rinunciare a se stessi ci richiama all’essenzialità della fede che è quella che il Signore chiede ad ogni uomo e donna di buona volontà.
Preghiamo
O Dio, Padre buono che hai creato l’uomo a tua immagine e somiglianza, non permettere che l’attaccamento alle cose materiali ci distolga dalla ricerca del vero bene e fa’ che le nostre azioni siano sempre orientate e guidate dal tuo Spirito. Amen
A quale rinuncia potremmo, oggi, dare la priorità? Pensiamoci.
Buona giornata,
PG&PGR