Carissimi,
l’Esortazione che ci accingiamo a leggere insieme è stata proposta da Francesco di Sales il 17 ottobre 1620 e anche in questa occasione due visitandine vestirono l’abito dell’Ordine. Era un sabato, il giorno della settimana nel quale, tradizionalmente e se non coincide con altre memorie o feste, si celebra la Vergine Maria, in ricordo del sabato santo e della sua attesa della risurrezione del Cristo. Nella liturgia del tempo veniva proposto il brano di Luca (11,27-28) che riporta l’esclamazione di una donna che, dopo aver ascoltato le parole del Maestro, disse: Beato il ventre che ti ha portato e il seno che ti ha allattato. Commenta il de Sales: “Ma il Salvatore, rovesciando le cose, rispose: beati coloro che ascoltano la Parola di Dio e la mettono in pratica”. Certamente con questa “correzione” Gesù non voleva sminuire la beatitudine di Maria, ma sottolineare che la sua grandezza scaturiva, innanzi tutto, dall’aver ascoltato e vissuto la Parola di Dio. E di conseguenza Egli dichiarava beati tutti coloro che la imitano: ascoltare la Parola, farla calare nel nostro cuore, aspettare che fecondi per portare, attraverso il nostro impegno, i suoi frutti. E’ questo il modo migliore per imitare la Vergine. Proseguendo il Nostro si sofferma a riflettere (e farci riflettere) su tre punti. Dice: “Nel primo, vedremo che cosa vuol dire ascoltare la Parola di Dio; nel secondo, come dobbiamo custodirla, nel terzo, quanto siano beati quelli che la ascoltano e la custodiscono”. Ma andiamo per ordine: cosa vuol dire ascoltare la Parola di Dio? Da sempre Dio ha suscitato in mezzo al suo popolo insigni maestri e predicatori che “quotidianamente espongono e annunciano la divina Parola, le bruttezze del vizio e la bellezza della virtù”. Ma quanto di ciò che testimoniano rimane nel cuore dell’uomo? Il commento amaro di Francesco: “Per la maggior parte dei cristiani, quegli insegnamenti non fanno che entrare da un orecchio ed uscire dall’altro”. Questo accade perché la nostra fede è addormentata e ciò che ci viene annunciato viene ascoltato distrattamente, pensando ad altro; presenti col corpo, ma con la mente altrove. Quello che ognuno di noi deve riscoprire è il saper ascoltare soprattutto quando si tratta della Parola di Dio. La nostra mente torna indietro di un mese e mezzo, a quella domenica di inizio agosto; rivediamo la spianata di Tor Vergata invasa da più di un milione di giovani provenienti da tutto il mondo per pregare ed ascoltare la Parola di Dio attraverso la voce di Leone XIV: quanti applausi, quante acclamazioni, quante lacrime di commozione…Ma cosa sarà rimasto nel loro cuore? E cosa rimane nel nostro?
Preghiamo
Fa’, o Signore, che la tua Parola ascoltata con le orecchie scenda nei nostri cuori, animi le nostre opere, faccia rinascere la speranza che tante persone sembrano aver perduto…Amen
Ricaviamoci, oggi, un po’ di tempo da dedicare alla Sua Parola.
Buona giornata,
PG&PGR