Carissimi,
pensiamo che tutti sappiano, e Francesco di Sales lo sottolinea, che il cibo, per essere di giovamento al nostro corpo, ha bisogno di essere ben digerito dallo stomaco per mutarsi poi, attraverso il sangue, in noi stessi. Lo stesso processo avviene per quanto riguarda la Parola di Dio e per essere più chiaro cita san Bernardo “allorché esortava i suoi religiosi a conservare diligentemente il pane sacro della Parola di Dio. Per questo motivo – prosegue – non basta ascoltare bene e meditare la Parola, ma occorre digerirla e trasformarla in noi stessi”.
Intendiamoci bene, la Parola conserva sempre le sue “proprietà, ma rischia di rimanere inefficace per la nostra vita se non la viviamo attraverso le nostre azioni, i nostri pensieri e la nostra carità. Alcuni naturalisti, aggiunge Francesco, affermano che esiste un animale terrestre che vive lungo il mare nutrendosi delle sue acque fino a cambiare la natura e da animale di terre diventa un pesce. Beh, non sappiamo se esista veramente un animale del genere, ma il Nostro fa comunque questa considerazione: “Quanto saremmo felici se, chiamati ad una vocazione, meditassimo e digerissimo la sua eccellenza”. Egli, evidentemente, visto il contesto di questa Esortazione, si riferisce in modo particolare alla vocazione religiosa, ma nulla impedisce di applicarla ad ogni scelta di vita, religiosa o laica. Il pane, lo sappiamo, è l’alimento principale per la nostra vita e il de Sales chiama in causa satana che, nel deserto tentò Nostro Signore e gli disse di mutare i sassi in pane. Conosciamo tutti la risposta di Gesù: «Non di solo pane vivrà l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio» (Cfr. Mt 4,3-4). Per il cristiano, dunque, la Parola di Dio è il nutrimento principale della sua vita di fede, il solo in grado di saziare l’uomo: “Non è dunque solo il pane che nutre l’uomo; certamente no, ma è la Parola di Dio, che non soltanto sostenta l’anima, in quanto è il cibo che più gli si addice, ma la sua virtù passa anche nel corpo, conservandogli una certa qual forza ed energia che il pane materiale non le può dare”. L’Evangelista Matteo, introducendo il racconto delle tentazioni, dice che Gesù, dopo aver digiunato per quaranta giorni e quaranta notti, ebbe fame e alla fine di questo episodio (v.11) leggiamo che, dopo aver superato tutte le tentazioni, il diavolo lo lasciò ed ecco gli angeli che gli si avvicinavano e lo servivano. A chi è disposto a nutrirsi della Parola di Dio, Egli non fa mai mancare il pane per il sostentamento del corpo.
Con la Chiesa che oggi celebra la memoria di san Pio da Pietrelcina, preghiamo:
Dio onnipotente ed eterno, per grazia singolare hai concesso al santo presbitero Pio [da Pietrelcina] di partecipare alla croce del tuo Figlio, e per mezzo del suo ministero hai rinnovato le meraviglie della tua misericordia; per sua intercessione concedi a noi, uniti costantemente alla passione di Cristo, di poter giungere felicemente alla gloria della risurrezione. Amen
Abbiamo certamente bisogno del pane per conservare il nostro corpo, ma abbiamo ancora più bisogno della Parola per conservare la nostra fede, oggi e sempre.
Buona giornata,
PG&PGR