Carissimi,
vorremmo chiedere a Francesco di Sales: a che cosa serve tutto questo “prologo” sull’amore di compiacenza e di benevolenza e come si inquadra questa distinzione nel discorso sulla Comunione dei santi? Ecco la sua risposta: “Quando diciamo ‘Credo nella Comunione dei santi’, dimostriamo di considerare comuni i loro beni; ossia che noi partecipiamo a tutti i beni di cui godono in Cielo, e che i santi partecipano ai piccoli beni che possediamo quaggiù”. Dunque, il fatto che i beati siano in Cielo e noi su questa terra non impedisce affatto questa comunione; neanche la morte ha il potere di operare questa separazione. Se, come dice san Paolo: tutti abbiamo un solo Capo che è Gesù Cristo (Cfr. Ef 1,22; 4,15; Col 1,18) “ora il nostro amore e la nostra unione sono radicati in Lui; come potrà, allora, la morte avere il potere di spezzarne i legami?” Questa Comunione è talmente grande e forte che nulla mai potrà separarci dall’amore di Dio (Rom 8,35.38-39) e nulla potrà mai scalfirla. Diceva, poco prima, il Nostro che noi partecipiamo ai beni dei santi in Cielo. Ora aggiunge: “I beni, ai quali partecipiamo in questo modo (cioè attraverso la Comunione dei santi), non si possono spiegare sia a motivo della loro grandezza che della quantità innumerevole di Angeli e di anime beate che si trovano nella gloria”. Questo fa parte del mistero di Dio. Nel 2024 il nostro pianeta contava più di otto miliardi di abitanti; ma quanti sono coloro che abitano i cieli? Senz’altro un numero immensamente maggiore che nessuno può contare (Cfr. Ap 7, 9). San Girolamo, prosegue l’Oratore, “parlando della moltitudine dei santi saliti al Cielo, dice che, se la Chiesa volesse fare la festa di tutti i martiri, ce ne sarebbero settecento per ogni giorno dell’anno, di quelli che si sa per certo che sono stati martirizzati (fate voi il conto!); e quanti ce ne sono che non conosciamo? E se vi sono tanti martiri, quanti saranno i dottori, i confessori e gli altri?” Senz’altro un numero incalcolabile e poi, a questi, vanno aggiunte le schiere angeliche… Per tale motivo, in questo giorno si celebra la loro festa. Ma permetteteci di aggiungere che il primo novembre è anche la festa di tutti noi che siamo ancora su questa terra: la Sacra Scrittura dice, infatti: voi siete santi perché Io sono Santo (Lev 19,2). E questa santità dobbiamo esercitarla durante la nostra vita attraverso l’amore di compiacenza e di benevolenza. A domani per proseguire.
Oggi celebriamo i santi medici Cosma e Damiano, martiri.
Preghiamo
Signore, nel ricordo dei Santi Medici e Martiri Cosma e Damiano, vogliamo affidarti tutte le persone che soffrono a causa delle malattie, fisiche e spirituali. Attraverso la loro intercessione, concedi a tutti il conforto della tua presenza e a coloro che li assistono, la tua protezione. Amen.
Se siamo santi, cioè scelti da Dio, dobbiamo, ogni giorno, sforzarci di vivere questa santità anche nelle piccole cose quotidiane.
Buona giornata,
PG&PGR