Carissimi,
coloro che ci seguono da quando, qualche anno fa, è iniziata questa “avventura” in compagnia delle opere di san Francesco di Sales, si saranno certamente resi conto che spesso egli riprende alcuni temi già affrontati, specialmente nel Trattato dell’Amor di Dio, la sua Opera Maggiore, e uno di questi temi riguarda proprio l’amore di compiacenza e quello di benevolenza. In questa Esortazione per la festa di Tutti i Santi del 1620, egli richiama l’attenzione del suo uditorio sulla necessità di “rallegrarci ed entrare nell’intenzione della Chiesa ed esercitare l’amore di compiacenza e di benevolenza nei confronti dei santi che sono in Cielo”. Come Popolo di Dio che vive ancora su questa terra, non possiamo non condividere la gioia di questi tanti nostri fratelli e sorelle maggiori “gioendo della loro gloria e felicità come se ne fruissimo noi stessi. E’ questa compiacenza che costituisce la Comunione dei santi, poiché, nella misura in cui ci compiacciamo dei beni che possiedono, ne veniamo fatti partecipi noi stessi, visto che la compiacenza ha la virtù di attirare a sé la cosa amata e farla propria”. Se ci pensiamo bene la stessa cosa avviene anche in questo mondo. Dice infatti l’Oratore: “Una persona che ama un’altra di questo amore (di compiacenza), attira a sé il bene che si trova nell’altra, perché è impossibile amare in questo modo senza partecipare e comunicare ai beni che si amano”. Probabilmente alcuni autori che hanno trattato questo stesso tema (non sappiamo a chi Francesco voglia riferirsi), pensavano che la gloria dei Beati consistesse nell’intelletto, cioè la conoscenza attraverso la quale essi vedono e conoscono Dio. Il Nostro, con tutto il rispetto, come lui stesso dice, non sembra essere di questo avviso: secondo il suo pensiero la gloria dei Beati è frutto della loro volontà per la quale amano e conoscono Dio con amore di compiacenza. Vi sarete certamente resi conto che, nella teologia salesiana, la volontà ha sempre un ruolo importante e la nostra stessa natura ce ne dà conferma. Proviamo a riportare a livello strettamente terreno questa sua convinzione: quando si ama qualcuno, il primo movimento da cosa nasce? Dalla mente o dal cuore? Da ciò che pensiamo dell’altro/a o da ciò che sentiamo interiormente e cioè dalla volontà di amare e essere amati?
Oggi la Chiesa fa memoria di san Vincenzo de’ Paoli, grande amico e figlio spirituale di san Francesco di Sales. Preghiamo:
O Dio, che per il servizio dei poveri e la formazione dei tuoi ministri hai ricolmato di virtù apostoliche il sacerdote san Vincenzo de’ Paoli, fa’ che, animati dallo stesso spirito, amiamo ciò che egli ha amato e mettiamo in pratica i suoi insegnamenti. Amen
Ed oggi liberiamo la nostra mente e diamo più spazio al nostro cuore.
Buona giornata e buona domenica,
PG&PGR