Carissimi,
qualcuno potrebbe chiedere se, nei confronti dei beati, è possibile avere un amore di benevolenza, oltre che di compiacenza. Risponde Francesco di Sales: “Nei loro confronti si può praticare senza difficoltà l’amore di benevolenza” e fa una distinzione tra la gloria “essenziale” e quella “accidentale”. Ma cosa vuol dire questo? La gloria essenziale, che i beati già hanno, consiste nel poter vedere Dio, come dice san Paolo (1Co 13,12), faccia a faccia e, per questo, noi non la possiamo aumentare;
“Tuttavia – dice il Nostro – ci è sempre possibile causare loro un aumento di gloria accidentale e quindi praticare l’amore di benevolenza”. Sì, avete perfettamente ragione, non è un concetto facile da capire, ma ci viene in aiuto san Tommaso che, nella “Summa Teologica” afferma: «La virtù dello Spirito Santo, mediante l’unione della carità, rende intercomunicanti i beni delle membra di Cristo»; come in un corpo naturale l’operazione di un membro si volge a vantaggio di tutto il corpo, così accade nel copro spirituale che è la Chiesa. E siccome tutti i fedeli (tanto i beati quanto noi quaggiù) formano un solo corpo, il bene dell’uno viene comunicato all’altro (Cfr. Rom 12,5). Non è ancora chiaro? Chiamiamo in aiuto qualche reminiscenza scolastica. Probabilmente tutti noi, durante qualche lezione di quella che all’epoca si chiamava “Osservazioni scientifiche”, avremo fatto il piccolo esperimento dei “vasi comunicanti”: due contenitori che, attraverso un condotto, comunicano l’uno con l’altro. Ebbene, nel nostro (che è quello terreno) versiamo del liquido (cioè il nostro amore e le nostre preghiere); vedremo che anche l’altro (quello dei beati) aumenterà di conseguenza e viceversa. Questa è la Comunione dei santi. Ma torniamo a ciò che dice Francesco: “Le anime beate godono, lassù nel Cielo, della gloria essenziale e di quella accidentale; dato che sono soddisfatte e non possono desiderare cosa che già non abbiano, tranne di essere riunite ai loro corpi, per questo aspirano incessantemente a tale riunione, che renderà la loro gloria accidentale piena e totale”. Noi, per volontà divina, abbiamo un’anima e un corpo, crediamo e professiamo la “risurrezione della carne”, “in forza della quale i nostri corpi miserabili vengono ricongiunti alle nostre anime”. Ma tutto questo ci apparirà molto più chiaro quando anche noi faremo parte di quella innumerevole schiera che chiamiamo “i beati”…Ma non abbiamo fretta e… lasciamo decidere a Lui!
Oggi, in modo particolare, affidiamo la nostra esistenza e quella delle persone a noi care, viventi e non, ai santi Arcangeli Michele, Gabriele e Raffaele, dei quali ricorre la festa liturgica e con la liturgia preghiamo:
O Dio, che con ordine mirabile affidi agli angeli e agli uomini la loro missione, fa’ che la nostra vita sia difesa sulla terra da coloro che in Cielo stanno sempre davanti a te per servirti. Amen.
Buona giornata,
PG&PGR
P.S. Auguri a tutti i Michele, Gabriele e Raffaele che conosciamo, comprese le versioni al femminile.