1 Ottobre 2025: Messaggio alla Comunità Parrocchiale

Carissimi,

oggi la Chiesa celebra la “piccola” Teresa di Lisieux”, santa Teresa di Gesù Bambino e del Sacro Volto, una carmelitana che in soli 24 anni di vita ha saputo insegnare a molte anime la “piccola via” che conduce a Dio. E’ la terza donna, dopo santa Caterina da Siena e santa Teresa d’Avila ad essere stata proclamata “Dottore della Chiesa” e insieme a san Francesco Saverio è Patrona delle Missioni, senza aver mai lasciato il suo paese. Ma torniamo ora al nostro testo. Francesco di Sales, come abbiamo accennato ieri, dice che l’affetto che i santi hanno per noi li porta a desiderare “che facciamo quaggiù in terra ciò che essi fanno lassù nel Cielo; ossia che lodiamo senza sosta e per sempre Dio”. Ma è evidente che noi, poveri mortali, questo non possiamo farlo in modo perfetto: “Benché le lodi che tributiamo a Dio debbano essere continue e immutabili, ci sarà sempre qualche pausa”. Non può esistere uomo o donna, per quanto possano essere devoti, che siano esenti o distratti da qualche evento della vita, dalla lode che si deve a Dio. E’ vero che tanti passi della Sacra Scrittura sembrano esigere questo dall’uomo, ma ciò non deve essere preso alla lettera: “La Chiesa non esige che lodiamo sempre il Signore, senza interruzione, e meno ancora che passiamo le notti intere e tutto il giorno in preghiera”. Noi tutti, per rispetto del nostro corpo, che è un dono di Dio, abbiamo bisogno di nutrirci, di riposare, di lavorare, di occuparci di tante cose materiali atte a soddisfare le tante esigenze familiari, comunitarie, sociali, ecc. Però possiamo senz’altro pregare più spesso “gettando frequentemente il nostri cuori in Lui”. Nessuno ci impedisce di lodare Dio attraverso il nostro lavoro, quando viaggiamo, quando siamo con gli amici. Il sonno stesso, e questo lo afferma anche Francesco, può trasformarsi in preghiera. Tutto può essere preghiera, qualsiasi azione, pensiero o sentimento, se vissuto con consapevolezza e apertura alla lode di Dio, può diventarlo. Non si limita a formule o momenti specifici, ma può permeare l’intera esistenza. Prosegue poi dicendo che “è vero che i santi desiderano che magnifichiamo Dio sulla terra come essi lo fanno in Cielo, ma secondo la nostra capacità, la nostra condizione e le possibilità dei nostri spiriti”. Il Signore conosce bene la nostra natura umana più che noi stessi: è Lui che l’ha creata e sa perfettamente quali sono i nostri limiti. Anche in questo i santi possono esserci di esempio.

Preghiamo con le parole della liturgia odierna:

O Dio, che apri le porte del tuo regno agli umili e ai piccoli, fa’ che seguiamo con fiducia la via tracciata da santa Teresa di Gesù Bambino, perché, per sua intercessione, ci sia rivelata la tua gloria eterna. Amen

 

Oggi vogliamo ringraziare il Signore per ciò che siamo; chiediamo perdono per ciò che dovremmo fare e non riusciamo a fare e lodiamolo per tutto il resto.

 

Buona giornata,

 

PG&PGR