27 Ottobre 2025: Messaggio alla Comunità Parrocchiale

Carissimi,

iniziamo una nuova settimana ascoltando Francesco di Sales che, continuando nella sua spiegazione ci dice che “la seconda ragione per la quale (Giovanni) li mandò (i suoi discepoli) fu perché non voleva attirarli a sé, ma indirizzarli al suo Signore alla cui scuola li inviava perché venissero istruiti dalla sua bocca…Benché io vi predichi e vi istruisca, non è per attirarvi a me, ma a Gesù Cristo di cui io sono la voce (Gv 1,23)”.

Sappiamo che molti discepoli di Giovanni pensavano fosse lui il Messia tanto atteso, ma non era così; egli era «la voce di uno che grida nel deserto: preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri» (Mt 3,3). In questo sta la grandezza e, al tempo stesso, l’umiltà di Giovanni; se avesse detto: sì, sono io quello che il popolo attende, il Messia salvatore, il popolo non avrebbe indugiato a credergli; egli, invece, invita i suoi discepoli, tra i quali Andrea, fratello di san Pietro e, forse, lo stesso giovane Giovanni, a seguire Gesù (Cfr. Gv 1,35-40). L’invito che, ancora oggi, il Battista rivolge a tutti noi è quello di preparare la via del Signore e cioè, preparare il nostro cuore ad accoglierlo nei nostri fratelli, giorno dopo giorno, a riempire i burroni creati dal nostro egoismo ed eliminare le buche della nostra superbia, perché anche altri le possano percorrere più facilmente (Cfr. Lc 3,4-6). Ricordiamoci, però, che noi siamo solo strumenti nelle mani di Dio. E il de Sales sente il dovere di metterci in guardia: “Certo i Dottori e i predicatori, i maestri e coloro che hanno carico di anime, non faranno mai nulla di valido se non indirizzano i loro discepoli, e coloro che istruiscono, alla scuola di Nostro Signore, se non li immergono in quel mare di scienza, se non li provocano e li conducono a cercare il nostro caro Salvatore per venire istruiti da Lui”. E’ quello che ha fatto anche san Paolo, sottolinea (Cfr. 1Co 4,9-16; Gal 4,19). Crediamo di non interpretare male il pensiero del Salesio se allarghiamo un po’ lo sguardo: non sono soltanto gli “addetti ai lavori” che devono cercare di istruire e ben indirizzare gli altri, ma ogni cristiano: i genitori nei confronti dei figli, gli insegnanti verso i propri alunni, e, perché no, anche i politici attraverso l’impegno e l’onestà. Non dimentichiamo che tutti, in forza del Battesimo, siamo chiamati ad essere Re, e cioè partecipare alla regalità del Cristo che ha servito con amore, Sacerdoti per offrire, insieme a Cristo, la nostra vita a Dio, Profeti per testimoniare il Vangelo con la nostra vita. Ma talvolta, aggiunge Francesco, anche i maestri e i predicatori cadono nel tranello del maligno. Di questo, però, ce ne parlerà domani.

Preghiamo

Signore aiutaci a riscoprire, ogni giorno, la Tua e la nostra Regalità, il Tuo e il nostro Sacerdozio, ministeriale e comune, la Tua e la nostra Profezia che ci chiede di essere, nei nostri ambienti, annunciatori del tuo amore. Amen

Anche oggi, in qualche modo e nel nostro piccolo, avremo la possibilità di annunciare, con il nostro agire, le grandi opere di Dio…

Buona giornata,

PG&PGR