Carissimi,
Francesco di Sales, ormai lo abbiamo capito, è tanto dolce quanto severo, quando serve. A proposito di ciò che dicevamo ieri e cioè di quell’insidia che il maligno può tendere a chi ha il mandato di insegnare e istruire, afferma senza peli sulla lingua: I maestri e i direttori di anime, che con parole studiate cercano di attirare a sé i discepoli che istruiscono e le anime che dirigono, assomigliano a quei pagani, a quegli eretici e simili canaglie che sanno soltanto chiacchierare e balbettare”. Qui sembra riferirsi ai Calvinisti, ma non solo a loro… Prosegue: “Quando salgono sul pulpito, si impegnano e si danno da fare per intrecciare bei discorsi elaborati e ben recitati per destare meraviglia, per condurre le anime non a Gesù Cristo, ma soltanto a se stessi. Le accalappiano per mezzo delle parole e del linguaggio forbito, servendosi, a tal fine, soltanto di cicalecci e di ciarle, e, in tal modo seducono molti spiriti deboli. Al contrario, i servi di Dio non predicano e non istruiscono quelli che dirigono se non per condurli a Dio, sia con le loro parole che con le loro azioni”. Ci viene in mente la bellissima figura sacerdotale di san Giovanni Maria Vianney, il santo curato d’Ars, patrono di tutti i parroci e i sacerdoti del mondo. Non aveva una grande cultura ed aveva fatto molta fatica negli studi, ma la sua carità e la sua dedizione al popolo che gli era stato affidato, hanno fatto di lui un pastore secondo il cuore di Dio, che trascorreva fino a diciotto ore ad ascoltare le confessioni dei tanti che, provenendo anche dai villaggi vicini e da tutta la Francia, si rivolgevano a lui, bisognosi di incontrare Dio. Il nostro Oratore dice ancora che, dal Battezzatore, devono prendere esempio “con molta attenzione tutti i Superiori, dato che non otterranno mai alcun vantaggio se non guidando e indirizzando i loro discepoli a Nostro Signore…” Certamente ci sono tanti buoni maestri, tanti buoni direttori di anime, tanti buoni predicatori e anche tanti buoni genitori, insegnanti e …politici. Ma non possiamo e non dobbiamo dimenticare l’affermazione del papa san Paolo VI nell’Esortazione Apostolica “Evangelii Nuntiandi” (1975): «L’uomo contemporaneo ascolta più volentieri i testimoni che i maestri, o se ascolta i maestri, lo fa perché sono dei testimoni (E.N. n. 41)».
Oggi, con tutta la Chiesa, celebriamo la festa dei santi Apostoli Simone e Giuda (Simone detto lo zelota e Giuda Taddeo).
Preghiamo con le parole della liturgia:
O Dio, che per mezzo degli apostoli ci hai fatto giungere alla conoscenza del tuo nome,
per l’intercessione dei santi Simone e Giuda concedi alla tua Chiesa di crescere sempre
con l’adesione di nuovi popoli alla fede. Amen
Signore, nessuno di noi oggi chiede di essere un buon maestro, ma senz’altro tutti ti chiediamo di essere tuoi buoni testimoni. Aiutaci a farlo.
Buona giornata,
PG&PGR