Carissimi,
siamo giunti alla terza ragione per cui san Giovanni Battista inviò i suoi discepoli a Nostro Signore e Francesco di Sales dice che il Precursore fece questo anche “per staccarli dalla propria persona, perché non pervenissero al grave errore di considerare lui più del Salvatore”. In effetti, ci fa notare l’Oratore, i discepoli di Giovanni avevano notato che il comportamento di Gesù e dei suoi discepoli nei confronti del digiuno era diverso dal loro e da quello dei Farisei: “Perché, mentre noi e i farisei digiuniamo, i tuoi discepoli non digiunano?” (Mt 9,14). San Giovanni, dunque, “udendo questo e vedendo l’amore e la stima che i suoi discepoli gli portavano andava a detrimento di Gesù Cristo, li inviò presso la divina Maestà perché venissero istruiti e formati sulla verità”. Crediamo sia importante anche sottolineare l’affetto e l’attenzione che Giovanni aveva per i suoi discepoli: egli si trovava già in carcere, sapeva bene che il suo percorso terreno stava per terminare e non voleva certamente che questi rimanessero come “pecore senza pastore”(Mt 9,36). Dunque, ribadisce il Nostro, il Battista inviò i propri discepoli e lo fece “per il loro bene e la loro utilità, per farlo sapere a tutti, per non attirarli a sé, ma, anzi, per staccarli, affinché, vedendo le meraviglie che operava Gesù Cristo, ne concepissero la stima necessaria…li tratta come bambini…”. Il bambino, per crescere bene e maturare, ha bisogno di una guida e di esempi, oltre che di parole. Allo stesso modo, prosegue Francesco, riprendendo il discorso sui “maestri”, è necessario che “coloro che dirigono le anime si facciano ‘tutto a tutti’, secondo l’espressione dell’Apostolo (1Co 9,19-22), ‘per conquistare tutti’: che siano dolci con alcuni e severi con altri, bambini con i bambini, forti con i forti, deboli con i deboli; in conclusione, hanno bisogno di una grande discrezione per adattarsi a tutti”. Tutti noi, anche se abbiamo oltrepassato da lungo tempo l’età dell’infanzia, davanti a Dio siamo sempre dei bambini bisognosi di tutto, pronti ad ascoltare, ma…anche a fare i capricci…
Preghiamo con le alcune parole di un vecchio canto:
Tu Padre buono, come un papà ci prendi per mano, ci fa camminare accanto a Te, ci spieghi le cose, ci guidi nel mondo e, quando cadiamo, sei pronto a tenderci la mano…Come un papà ci sei sempre vicino nella gioia e nel dolore aiutandoci a crescere. Fa’ o Padre che rimaniamo sempre aggrappati a quella mano… Amen
Abbiano tutti bisogno di crescere, abbiamo tutti bisogno di una mano ed oggi potremmo prestare la nostra a Dio per accompagnare altri.
Buona giornata,
PG&PGR