3 Ottobre 2025: Messaggio alla Comunità Parrocchiale

Carissimi,

come dicevamo ieri, la simpatia, però, a volte può trarci in inganno ed è a causa di questa, riprende Francesco di Sales, “che molta gente del mondo trova grandi difficoltà a decidersi di correggersi da qualche vizio cui va soggetta”. E la difficoltà aumenta quando sono gli altri a farcelo notare. Prosegue: “Dite a qualcuno che è necessario che si corregga dalla collera o dalla presunzione, o che ceda su un punto d’onore a cui è tanto attaccato/a, e vedrete che si inalbera moltissimo non appena si tocchi il suo buon nome…”.

La realtà delle cose ci dice che l’uomo è sempre molto geloso del suo essere e per molti la preoccupazione principale è quella dell’apparire e poco quella dell’essere. Aggiunge: “Ora dite a quei tali che cosa bisogna fare contro quel vizio; che cosa vi risponderanno? E’ nella mia natura essere collerico…Mi viene dal casato…E’ la somiglianza che ho con mio padre, anche lui era collerico…”. Quanto è difficile guardare dentro noi stessi per saper riconoscere i nostri difetti! Le scuse che troviamo per non farlo sono tante…Probabilmente tutti ricordano il brano evangelico sulla “correzione fraterna” (Mt 18, 15-17). Siamo abituati a leggerla a “senso unico”. Ma cerchiamo di vederla da un’altra prospettiva e cioè non da quella di chi corregge, ma da quella di colui che viene corretto. Cosa penserà mentre l’altro parla? Quali giustificazioni potrà “raccontare” a se stesso? Sarà disposto ad accogliere quella correzione o la respingerà “al mittente”? Crediamo che molto possa dipendere dalla simpatia dell’uno verso l’altro, non una simpatia superficiale, ma quella che è originata dall’amore per il prossimo. Il Salesio fa anche questa considerazione: “Che l’amore ci renda simili a quello che amiamo (sia nel bene che nel male), potrebbe essere dimostrato con mille esempi. I padri amano molto i propri figli, ma in modo particolare quando somigliano loro o a qualcuno degli antenati; si rivedono in loro come in uno specchio o si compiacciono nel vedere in essi ripetere i propri gesti, le proprie espressioni e i propri atteggiamenti”. Ma, se questo è valido per un buon padre di famiglia, lo è, purtroppo, anche per chi “buon padre” non è…! E se un figlio cerca di imitare un padre non proprio buono…nascono i problemi, tanti problemi!

Preghiamo

Signore Gesù, tu hai chiamato gli Apostoli a seguirti: oggi chiami ognuno di noi ad imitarti nell’amore per tutti e soprattutto per coloro che la società confina ai margini: dacci la forza e la determinazione di imitare il tuo amore. Amen

Avremo oggi l’occasione di imitare il nostro Salvatore? Certamente sì…

Buona giornata,

PG&PGR