10 Novembre 2025: Messaggio alla Comunità Parrocchiale

Carissimi,

è curioso: Francesco di Sales inizia questo paragrafo dicendo: “Finisco…”, ma poi riprende a parlare con tutta calma della reazione dei discepoli di Giovanni e di ciò che Gesù dice del suo Precursore. Ma andiamo con ordine: “I discepoli tornarono a riferire a san Giovanni ciò che avevano visto e udito”. Il Nostro immagina il loro stato d’animo: avevano fretta di fare “rapporto” al Battista dopo l’incontro con Gesù. Parlavano tra loro, commentavano i miracoli e le meraviglie “che Egli aveva operato alla loro presenza e di quelle cose che avevano raccontato gli Apostoli”. Ci vengono in mente i due discepoli di Emmaus che, dopo l’apparizione del Risorto, tornano pieni di gioia a Gerusalemme per dare la loro testimonianza. Probabilmente è capitato anche a noi di trasmettere ad altri qualche buona notizia. E con quanta sollecitudine lo abbiamo fatto! E’ però strano che i cristiani di oggi non abbiano la stessa solerzia nel portare agli altri la Buona Notizia…quella del Vangelo. Andiamo avanti. Dopo aver congedato la “delegazione” di Giovanni, Gesù rivolge al popolo che lo circondava una domanda che forse nessuno si aspettava: «Chi siete andati a vedere nel deserto?» (Mt 11, 7-14). Commenta e chiede il Nostro: “Vi avete visto una canna esposta ai temporali e alle tempeste, o piuttosto una roccia stabile in mezzo ai flutti?…San Giovanni non è una canna, visto che è rimasto solido come una roccia tra tutte le onde e le tempeste delle tribolazioni”. Tutti noi dovremmo avere sempre presente, nella nostra vita e nelle nostre azioni (e preoccupazioni), l’esempio del Battista e del suo amore per la verità. Ma perché, si chiede a questo punto il de Sales, Gesù non ha lodato il Precursore in presenza dei suoi discepoli ed ha aspettato che questi partissero? E come al solito si dà anche la risposta: “Gli antichi Padri dicono che fu per due ragioni: la prima, perché quei buoni discepoli erano troppo attaccati al loro maestro; ne erano affascinati e la stima che ne avevano era così grande che l’avevano anteposto a Gesù Cristo” (Cfr. Mt 9,14). La seconda ragione, continua, “è perché il nostro Maestro non è un adulatore” e i discepoli avrebbero potuto interpretare male le sue parole, magari, ricamandoci sopra. Giovanni, come dice il suo omonimo evangelista (Gv 1,8), non era la luce, ma doveva rendere testimonianza alla Luce; Giovanni serviva la verità, ma non era la Verità.

Oggi ricorre la memoria di san Leone, papa (era il suo vero nome(*)), detto Magno (il Grande) che fermò, armato della sola fede, le orde barbariche di Attila. Preghiamo

O Dio, che mai permetti alle potenze del male di prevalere contro la tua Chiesa,

fondata sulla roccia dell’apostolo Pietro, per intercessione del papa san Leone Magno

fa’ che essa rimanga salda nella tua verità e proceda sicura nella pace. Amen

 

Anche noi cristiani del Terzo Millennio, come Giovanni Battista, siamo chiamati a rendere testimonianza alla Verità, cioè al Cristo…

Buona giornata,

PG&PGR

(*)Piccola curiosità: il primo papa a cambiare nome fu Giovanni II, nel 533 il cui vero nome era Mercurio, nome di una divinità pagana e, per ovvi motivi, fece questa scelta che poi fu mantenuta da tutti i suoi successori.