Carissimi,
visto che per Francesco di Sales il verbo “finire” ha una estensione particolare, continua nel suo discorso riprendendo la domanda di Gesù ai giudei: Chi siete andati a vedere nel deserto? Egli ha una grande ammirazione per la fermezza e la determinazione di Giovanni che esprime in questo modo: non è una canna agitata dal vento, ma una roccia stabile, eccezionalmente equilibrato tra le vicissitudini della vita e questa “è la virtù più piacevole e desiderabile della vita spirituale”.
Non dimentichiamo che il de Sales, nelle Esortazioni, si rivolge in modo particolare a delle suore, molte delle quali erano alle “prime armi” nella ricerca della perfezione. Ma possono essere adottate da chiunque voglia scoprire il bello della vita spirituale, magari facendo qualche esperienza diretta, ma senza perdere di vista la realtà. Il Battista “è sempre lo stesso, sia nelle avversità che nelle vicende favorevoli; uguale nella prigione, tra le persecuzioni, come nel deserto in mezzo agli applausi; gioioso nell’inverno delle contrarietà, come nella primavera della prosperità; si comporta nello stesso modo in prigione come nel deserto”. Crediamo si possa dire che quello Spirito che lo ha fatto gioire e sussultare nel grembo di sua madre nel momento dell’incontro, anch’Egli nel grembo della propria, con il Messia, non ha mai smesso di soffiare dentro e fuori di lui. Ma noi, confessa il de Sales “al contrario siamo mutevoli, andiamo secondo il tempo e le stagioni”. Siamo un po’ meteopatici: allegri se la giornata è bella, scuri e scontrosi se piove. E anche a livello spirituale, continua, accade la stessa cosa: “C’è chi è fervente, pronto e allegro quando le cose vanno bene, mentre se vanno male, sarà fiacco, sbattuto e sconfortato”. Siamo veramente volubili, tante volte non sappiamo quello che vogliamo e non ci accontentiamo mai di ciò che abbiamo. Anche se adulti assomigliamo a dei bambini un po’ capricciosi che fanno la lagna per avere un giocattolo, ma poi si stancano di giocarci e lo abbandonano Non parliamo poi degli adolescenti… “E’ fuor di dubbio – prosegue il Salesio – che non siamo stabili e nondimeno la stabilità è una delle qualità essenziali nella vita spirituale”. Ora, caro Francesco, permettici di fare una costatazione forse un po’ impertinente: avevi detto “finisco”, ma…? Risposta: Tranquilli, donami finirò senz’altro. Promesso!
Ed ora preghiamo insieme nella memoria di san Martino di Tour, quel “milite pischello” sul quale qualcuno, tempo fa, ha scritto qualcosa in romanesco.
O Dio, che hai fatto risplendere la tua gloria nella vita e nella morte del santo vescovo Martino, rinnova nei nostri cuori le meraviglie della tua grazia, perché né morte né vita ci possano separare dal tuo amore. Amen
Oggi vogliamo proporvi di fare questo proposito: qualunque cosa accada cercherò di mantenere uno spirito positivo e ne ringrazierò il Signore.
Buona giornata,
PG&PGR