17 Novembre 2025: Messaggio alla Comunità Parrocchiale

Carissimi,

iniziamo una nuova settimana mentre, pian piano, ci avviciniamo a concludere l’anno liturgico. Francesco di Sales prende in esame la risposta di Giovanni il Battista alla delegazione dei giudei venuti da Gerusalemme e sottolinea come egli “respinse la tentazione di superbia e di ambizione, e come l’umiltà gli suggerì abili intenzioni per non ammettere e non accettare l’onore che gli si voleva tributare”. Avete notato la differenza tra gli inviati di Giovanni a Gesù e quelli dei “VIP” inviati a Giovanni? Francesco ne parlerà anche dopo, ma intanto possiamo anticipare che i primi, cresciuti alla scuola del Precursore, ascoltano con attenzione ciò che Gesù risponde; gli altri, con fare quasi intimidatorio, esigono una risposta…Ma Giovanni non ci casca! Il Nostro non si lascia scappare l’occasione per dare una “stoccatina” ai giudei di quel tempo e, forse, anche ai Calvinisti del suo, dicendo: “Molti, avendo mal interpretato questa risposta, se ne sono serviti, ed hanno pensato che affermare cose molto difformi dalla verità, non fosse mentire; e alcuni sono giunti persino a credere di poter raccontare frottole, allorché si trattava della gloria di Dio”. Gesù, sulla montagna aveva detto: «Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia» (Mt 5,11); e in un altro passo diceva agli Apostoli: «Vi scacceranno dalle sinagoghe; anzi verrà l’ora in cui chiunque vi ucciderà crederà di rendere culto a Dio» (Gv 16,2). Vi avevamo anticipato che l’atteggiamento degli inviati dei giudei e quello degli inviati di Giovanni è molto diverso e ora Francesco lo conferma: “Notate come quasi perdono la pazienza per l’umiltà di Giovanni” e, a proposito della pazienza, aggiunge qualcosa che, senz’altro, riguarda tutti noi: “In verità, gli inviati hanno bisogno di pazienza, che è una grande virtù assolutamente necessaria, non soltanto a quegli inviati, ma a tutti i cristiani: per questo sono solito dire che la pazienza è la virtù dei cristiani”. Mettiamoci al posto degli “inviati”: sacerdoti inviati al popolo di Dio, religiosi/e inviati nelle loro comunità, genitori nei confronti dei figli (e viceversa!), insegnanti rispetto ai loro studenti, medici e infermieri verso i pazienti, ecc. e cerchiamo di fare della pazienza la nostra forza e il nostro stile di vita.

Oggi la Chiesa fa memoria di santa Elisabetta di Ungheria, una principessa santa della carità. Preghiamo:

O Dio, che a santa Elisabetta hai dato la grazia di riconoscere e onorare Cristo nei poveri, concedi a noi, per sua intercessione, di servire con instancabile carità coloro che si trovano nella sofferenza e nel bisogno. Amen

Ed oggi un po’ più di pazienza e di carità.

Buona giornata,

PG&PGR