Carissimi,
“Giovanni confessò e non negò” (Gv 1,20): cosa vuol dire questa espressione? Cosa aveva da confessare il povero Precursore? Dobbiamo capire bene cosa vuol dire “confessare” in questo contesto e Francesco di Sales dice che “queste due espressioni vogliono dire quasi esattamente la stessa cosa, ma…”. Vedremo dopo perché c’è quel “ma…”. Per il momento cerchiamo di capire perché la Chiesa chiama alcuni santi “confessori della fede”; chi sono? Sono coloro che, durante la vita hanno professato e vissuto con grande impegno ed eroismo la loro fede, senza passare attraverso il martirio. Potremmo annoverare tra questi anche i due giovani canonizzati da papa Leone domenica 7 settembre, Pier Giorgio Frassati e Carlo Acutis che hanno offerto a tutti, in modo particolare ai giovani, un modello esemplare di vita cristiana. Confessare e non negare, ci ha appena detto Francesco, vogliono dire la stesa cosa “ma – aggiunge – nondimeno c’è una piccola differenza”. Per essere più chiaro, si sofferma a dire qualcosa sulla confessione e benché avesse già toccato questo argomento in tante altre occasioni, lo vuole ripetere a favore di chi, in quelle occasioni, non c’era (e questo dimostra ancora una volta che queste Esortazioni erano, e sono, rivolte anche ai laici, ndr). Beh, quando sentiamo parlare di confessione, è inutile negarlo, molti storcono il naso tanto che questo è diventata la “cenerentola” dei Sacramenti, il più trascurato e disertato. Ma l’Oratore vuole, soprattutto, mettere l’accento sul modo di confessarsi ed ecco cosa dice a proposito di quella “piccola differenza” che ha sottolineato prima: “Molti si confessano e allo stesso tempo negano. Voglio dire che molti vanno a confessarsi dei propri difetti, ma in modo tale che accusandosi si scusano, facendo molte chiacchiere per dimostrare che, benché abbiamo commesso quella mancanza, hanno avuto motivo di farlo. E non soltanto accusandosi si scusano, ma accusano anche gli altri”. Quanto è vero questo! Oggi, nonostante ci si confessi raramente, troviamo sempre delle giustificazioni: è vero, ho imprecato, ma quello/a mi ha fatto perdere la pazienza…Non parliamo poi di altre mancanze più…intime: ma che male c’è? Lo fanno tutti…! C’è anche chi, confessandosi, elenca i propri pregi mettendo in evidenza i difetti altrui: …ma io non sono così…! La parabola del fariseo e del pubblicano (Cfr. Lc 18,9-14) dovrebbe insegnarci qualcosa, non credete?
Oggi, anche se in modo facoltativo, la Chiesa ricorda la Dedicazione delle Basiliche di san Pietro e san Paolo.
Preghiamo con le parole che la liturgia ci propone:
Difendi, o Signore, la tua Chiesa, che dalla predicazione degli apostoli Pietro e Paolo
ha ricevuto il primo annuncio del Vangelo: con il loro aiuto cresca nella fede e nell’amore, sino alla fine dei tempi. Amen
Tra 11 giorni inizierà l’Avvento. Che cosa utile sarebbe iniziarlo con una buona confessione!
Buona giornata,
PG&PGR