Carissimi,
restando sul tema dell’umiltà, Francesco di Sales racconta un episodio tratto dalla “Vita dei Padri”. Supponiamo faccia riferimento a quei monaci che si erano raccolti attorno a sant’Antonio Abate. Ve lo proponiamo integralmente: “Essendo riuniti in assemblea, molti di quei buoni Religiosi, mentre parlavano tra loro (era una conferenza spirituale, un trattenimento familiare), uno lodava l’obbedienza, un altro la carità, un terzo la pazienza. Uno di loro, dopo aver udito tutto ciò che i fratelli dicevano sulle virtù, disse: Per conto mio, penso che l’umiltà sia la prima di tutte e la più necessaria;
e portò il seguente paragone che cade molto a proposito per me. L’umiltà e la carità, disse, si trovano insieme, come Giovanni Battista e Nostro Signore. L’umiltà è l’avanguardia e il precursore della carità, come Giovanni Battista lo era del Salvatore. E’ essa che prepara le vie: ‘è una voce che grida: spianate il cammino al Signore’; e come Giovanni venne prima del Messia, così bisogna che l’umiltà venga a svuotare i cuori perché in seguito possano accogliere la carità, dato che questa non potrà mai dimorare in un’anima dove l’umiltà non le abbia precedentemente preparato il posto”. Ripensiamo per un momento quanto l’umiltà sia stata la virtù di Abramo nell’accettare di lasciare la sua terra; di Mosè, prima principe e poi fuggiasco; del re Davide, un semplice pastorello e molti dei profeti; pensiamo all’umiltà della Vergine Maria e a quella di san Giuseppe, alla nascita del Salvatore in un misero ricovero per animali, alla scelta dei Dodici, ecc. Stiamo parlando da giorni del Battista: che dire di lui che, pur essendo l’ultimo e il più grande dei profeti, dice di non essere degno di sciogliere i calzari al vero Messia? La Storia della Salvezza è una storia che nasce nell’umiltà e sfocerà nella Gloria dei Beati. Al racconto precedente Francesco ne aggiunge un altro e qui fa un riferimento diretto ad Antonio Abate, che un giorno venne rapito in estasi e, quando torno in sé, i suoi Religiosi gli chiesero che cosa avesse visto”. Il santo Abate rispose di aver visto il mondo pieno di lacci che facevano inciampare e cadere pesantemente gli uomini nei precipizi. Allora quei religiosi chiesero, preoccupati, come avrebbero potuto sfuggire a questi lacci; Antonio rispose: “Lo potranno solo quelli che saranno umili”. Conclude, per oggi, il de Sales: “Dal che vediamo quanto l’umiltà sia richiesta per resistere alle tentazioni e sfuggire ai lacci del demonio”. E anche noi, per oggi, ci fermiamo.
Preghiamo
Gesù, tu hai detto: «Imparate da me che sono mite e umile di cuore e troverete riposo per le vostre anime». Fa’ che alla tua scuola, l’umiltà abbia la meglio sulla nostra superbia, sul nostro egocentrismo e ci renda docili alla tua Parola. Amen
Certamente anche oggi avremo la possibilità di vivere la virtù dell’umiltà, in famiglia, in comunità, in Parrocchia, sul lavoro. Facciamolo con gioia.
Buona giornata,
PG&PGR