Carissimi,
riprendendo l’esempio della manna, Francesco di Sales ci rammenta che Dio disse ai figli d’Israele di raccogliere soltanto quella sufficiente a ciascuno(Cfr. Es 16,16) e di non farne scorta in quanto sarebbe marcita (vv.19-20). Egli interpreta questa prescrizione come una raccomandazione per vivere alla giornata, mangiare quello che ci viene dato, usandone con intelligenza lasciando altre preoccupazioni “alla divina Provvidenza, che provvederà a voi secondo le vostre necessità; usate bene ciò che vi è dato e mantenetevi liberi da ogni ansia”.
L’ansia è uno dei mali del nostro tempo, molto più diffuso di quanto si pensi specialmente nei giovani che guardano al loro futuro e si accorgono che è sempre più nebuloso. E questo, purtroppo tante volte, li porta a “sballarsi”. Esiste però anche un’ansia spirituale, dice Francesco, che è rappresentata dai “rimorsi di coscienza” che sorgono quando ci si rende conto di aver mancato tante occasioni avute per servire Dio e averle lasciate cadere nel vuoto. Di quante cose ci preoccupiamo durante la nostra esistenza terrena? Tante, troppe da potersi elencare in questo contesto. Non ci preoccupiamo però abbastanza di mancare nella testimonianza cristiana. Prosegue, con tristezza l’Oratore: “Quali rimorsi di coscienza si avranno in punto di morte, vedendo la quantità di testimonianze, di consigli, di istruzioni che ci sono state date per la nostra perfezione!”. Quante occasioni perdute! E’ questa l’avarizia spirituale che prende il cuore di tanti e che “ci impedisce di trarre vantaggio dalla Parola di Dio”. Proseguendo nel suo discorso, Francesco ritorna a Giovanni Battista inquadrando bene il periodo storico nel quale era stato inviato per chiamare tutti alla penitenza e alla conversione. Egli è il nuovo Isaia che annuncia la liberazione e sollecita a preparare il cuore appianando la strada a Dio. Ancora oggi la Chiesa fa sue le parole di Isaia e Giovanni invitando noi, il nuovo Popolo di Dio a togliere dal cuore tutto ciò che ci impedisce o, quanto meno, ci distrae dall’accogliere e vivere la Parola di Dio. C’è una differenza tra l’annuncio dell’antico e il nuovo profeta: Isaia annuncia la liberazione di un popolo, Giovanni quella dell’umanità intera.
Preghiamo
Liberaci, Signore, dalla schiavitù di noi stessi, dal nostro egoismo e dalla nostra superbia, dalle illusioni di sentirci liberi di fare ciò che vogliamo, dalla tentazione di escludere te nelle nostre scelte quotidiane. Liberaci, Signore, liberaci. Amen
Siamo uomini e donne liberi; liberi di scegliere, come diceva san Pier Giorgio Frassati, tra il vivere e il vivacchiare. Cosa scegliamo, oggi?
Buona giornata,
PG&PGR