29 Novembre 2025: Messaggio alla Comunità Parrocchiale

Carissimi,

dicevamo ieri che la misericordia di Dio supera di gran lungo le nostre infedeltà. Conferma Francesco di Sales: “In verità, le grandi opere di Dio sono: concedere le sue grazie alle creature, perdonare loro continuamente le mancanze che giornalmente commettono contro di Lui e ricompensare piccolissimi servizi con grandi favori”. Ci vuole molto poco a pensare che Dio agisce diametralmente all’opposto di come, normalmente agisce l’uomo che ascolta molto poco i problemi degli altri e ingigantisce i propri, non riesce a perdonare neanche le più piccole mancanze, manca spesso di gratitudine verso i suoi simili e, molto più spesso, verso Dio stesso. Le grazie di Dio sono come un continuo “crescendo rossiniano” dove una grazia ne richiama un’altra con sempre maggiore intensità. Prosegue, il Nostro: “I teologi (notare che, con molta umiltà, non dice: noi teologi, anche se ne avrebbe tutto il diritto…ndr.) insegnano che Dio non viene mai meno, da parte sua; e se l’anima è fedele, nel raccogliere le prime grazie, si dispone a ricevere le seconde, le terze, le quarte…e con questa risposta si renderà degna di partecipare a grandi beni ed ottenere favori speciali”. Per questo motivo la Sacra Scrittura raccomanda la fedeltà nel seguire “i buoni movimenti, le illuminazioni e le ispirazioni”; è ciò che hanno fatto i santi! Continuando il de Sales afferma che, ad un certo momento della storia, Dio “ha voluto dare una risonanza maggiore alla sua misericordia” comunicandosi all’uomo in modo meraviglioso: “Quando venne in questo mondo, ci trovavamo nel tempo in cui gli uomini erano al massimo della malvagità: i giudei vivevano senza re e la Legge era nelle mani di Anna e Caifa, uomini perversi, di Erode (un re fantoccio in mano dei romani, ndr.), ed era governatore Ponzio Pilato; non avevano sacerdoti (Mt 9,36) o, perlomeno, quelli che avevano, non valevano niente; tutti quei miserabili erano gente perversa. Insomma, il mondo, era giunto al culmine della sua malvagità”. Colmo dei colmi! E’ proprio in quel momento così buio per il popolo che Dio si era scelto, e per l’intera umanità, che Dio viene per riscattarlo e “per liberarci dalla tirannide del peccato e dalla schiavitù del nostro nemico”, mosso soltanto dalla sua bontà infinita. E Dio viene ancora ad offrirsi ad ogni uomo e ogni donna che vuole prepararsi ad accoglierlo. Domani segnerà l’inizio dell’Avvento, tempo di preparazione e di speranza. Preghiamo con le parole della liturgia della prima domenica:

O Dio, nostro Padre, che nella venuta del tuo Figlio ci hai donato il tesoro del tuo amore, suscita in noi l’attesa del giorno in cui la sua gloria si manifesterà pienamente e dona la pace al mondo. Amen

Non lasciamo che questo tempo “forte” ci scivoli addosso…

Buona giornata, buona domenica e…buon cammino di Avvento.

PG&PGR

p.s. Con anticipo, auguri di buon onomastico a tutti gli Andrea che conosciamo