Carissimi,
dite a Giovanni: i lebbrosi sono mondati. Siamo al terzo “detto” di Gesù secondo l’ordine che ne dà Francesco di Sales che sottolinea: “Nel mondo ci sono molti lebbrosi”. Oggi, nel mondo non ci sono più molti lebbrosi anche se quella malattia non è scomparsa, ma egli non si riferisce, in questo contesto, a quanti vengono contagiati dal morbo di Hansen, cioè la lebbra, che colpisce il corpo dell’uomo, ma a quella lebbra che si annida nel suo cuore e uno dei sintomi più evidenti è la “fiacchezza e la tiepidezza nel servizio di Dio”.
Quella terribile malattia, in altri tempi, portava il più delle volte, alla morte, ma oggi, la lebbra del cuore indebolisce il nostro essere cristiani “anche se non si commettono gravi mancanze, ma se ne commettono molte di piccole, tanto che il cuore ne rimane debole e fiacco”. Questa è la condizione dell’uomo tiepido, che non è né freddo né caldo…(Cfr. Ap 3,14-16). Un cristiano debole e fiacco non riesce ad andare al di là di se stesso, non vede le necessità altrui, non si rende conto (o non vuole) delle proprie mancanze e, quel che è peggio “benché siano coperti di un numero infinito di imperfezioni piccole e di poco conto” non si accetta neanche di essere corretti. Forse non ce ne rendiamo conto, ma la tiepidezza è uno dei mali più comuni all’interno delle nostre comunità, soprattutto quelle parrocchiali; quante persone, pur frequentando regolarmente la messa festiva, si lasciano scivolare addosso le proposte, anche minime, di un piccolo impegno in più pensando che tanto ci sarà qualcun altro ad accoglierlo. Proseguiamo: dite a Giovanni: i sordi odono e leggiamo cosa dice il Nostro: “Esiste una sordità molto pericolosa” e questo ci riporta a quanto abbiamo appena detto. Aggiunge: “Consiste in un vano compiacimento di se stessi e nelle proprie azioni, che fa sì che ci sembra di non avere più bisogno di niente” neanche dei richiami della Parola di Dio: “Non si dà pensiero di ascoltare l’annuncio della Parola di Dio (ma certamente si risponde al telefonino!)…di essere richiamati o corretti”. Si pensa: in fondo, cosa faccio di male? E da soli si rispondono: Nulla. Ma si potrebbe chiedere loro: cosa fai di bene? Chissà cosa risponderebbero! Oggi vogliamo pregare chiedendo l’intercessione di san Damiano di Veuster che ha sacrificato la sua vita al servizio dei lebbrosi nell’isola di Molokai (Hawaii) e del patrono dei sordomuti. Chi è? Proprio il nostro Francesco di Sales:
Signore anima il nostro cuore di amore ardente come hai fatto col tuo servo san Damiano che, spinto dall’amore del prossimo ha offerto la sua vita per assistere tanti fratelli e sorelle lebbrosi e concedici la sapienza del cuore che ha animato san Francesco di Sales che continua ad illuminarci con i suoi scritti. Amen
Oggi chiediamo al Signore di liberarci dalla tentazione della tiepidezza e farci sempre udire il grido di coloro che soffrono.
Buona giornata,
PG&PGR