7 Novembre 2025: Messaggio alla Comunità Parrocchiale

Carissimi,

nell’ultima parte della risposta agli inviati del Battista, Gesù si limita a dire che ai poveri è annunciata la buona novella. Ma ci si potrebbe chiedere: perché solo a loro? Anche Francesco di Sales fa questa costatazione: “E’ vero che il nostro caro Salvatore e Maestro è venuto per insegnare ai grandi e ai piccoli, ai dotti e agli ignoranti, ma nondimeno lo si è trovato quasi sempre tra i poveri e i semplici”. Perché? Perché lo Spirito di Dio è lontano e diverso da quello del mondo (oggi diremmo dalla società-bene, chissà perché, poi, “bene?”) “che dà importanza soltanto a ciò che è apparente e fa rumore”.

Tante volte ci si comporta come gli antichi filosofi che, nelle loro scuole, accettavano solo “quelli che avevano uno spirito aperto ed un buon giudizio”. Guardando alla società del suo tempo sottolinea amaramente “quanto coloro che hanno uno spirito grezzo vengano disprezzati dagli uomini…”. Sta parlando della società-bene del XVII secolo; ma cosa direbbe di quella odierna? Le cose non sembrano essere cambiate: quanti sono coloro che si intrattengono a scambiare due parole con chi chiede l’elemosina davanti alle nostre chiese? Aggiunge il Nostro: “Si prova piacere soltanto nel trovarsi tra menti elette; anche se sono alteri, orgogliosi, superbi, non ci si bada; questo lo spirito del mondo lo sopporta…Lo Spirito di Dio agisce in modo diametralmente opposto; respinge i superbi e conversa con gli umili…”. La prima beatitudine “Beati i poveri in spirito perché di essi è il Regno dei Cieli” (Mt 5,3), viene confermata: “Dite a Giovanni che i poveri sono evangelizzati”. Gesù congeda i discepoli del Battista aggiungendo: «Beato chi non si scandalizza di me» (Mt 11,6). Francesco sembra avere quasi un moto di ribellione davanti a tale espressione: “Ma cosa dici, Signore? Come potrebbe avvenire che vedendoti operare tali prodigi, vedendoti compiere opere di così grande carità e misericordia, uno si possa scandalizzare? Etimologicamente, ci è già capitato di dirlo, il termine “scandalo” deriva dal greco e significa “inciampo, ostacolo”. Ebbene, Gesù era di ostacolo ai benpensanti del suo tempo: sarà “scandalo per i Giudei e stoltezza per i pagani (1Co 1, 22-23). Il cristiano è chiamato ad essere beato quando si mette, sul serio, dalla parte di Cristo, quando non si scandalizza e quando considera la sua parola non un inciampo, ma un “trampolino di lancio”.

Preghiamo

Signore, a volte ci capita di inciampare sulla tua Parola che ci invita a metterci dalla parte dei poveri, a prendere le difese di chi non ha voce, ad abbattere le barriere dell’orgoglio e della superbia. Aiutaci tu ad accogliere il tuo invito per essere degli evangelizzati evangelizzatori. Amen

Oggi, proviamo a salire su quel “trampolino” e tuffarci, senza timore, in quel mare che è la Parola di Dio e il suo amore.

Buona giornata,

PG&PGR