Carissimi,
la vera beatitudine, dice con estrema convinzione Francesco di Sales, è non scandalizzarsi nemmeno di fronte alla croce di quel Messia che ha disatteso le aspettative di liberazione dal giogo e dall’arroganza dell’impero romano, ma ha operato una ben più importante liberazione, quella dal peccato, attraverso il suo sacrificio sul Calvario. Commenta: “Certo, tutti dobbiamo passare per di là. Bisogna attaccarsi alla croce del nostro Salvatore, meditarla e portarne in noi la mortificazione”. Non neghiamolo: pur essendo credenti e praticanti, quando sentiamo parlare di croci, le nostre croci, se non ci ribelliamo, quanto meno, storciamo il naso. No, la nostra croce proprio non ci attira… Ma, prosegue Francesco: “Non esiste altra via per andare in Cielo, l’ha percorsa per primo Nostro Signore”. Ricordate san Pietro? Dopo aver confessato, parlando anche a nome di tutti i suoi compagni, che riconosceva in Gesù il Cristo, il Figlio del Dio Vivente (Cfr. Mt 16,16), all’annuncio della Passione si ribella e, pur avendo appena ricevuto il “ Primato”, viene rimproverato con decisione da Gesù: «Tu mi sei di scandalo perché non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini» (Mt 16, 22-23). Mi sei di scandalo! Povero Pietro! La sua grande fede in Gesù non gli impedisce, però, di diventare un “inciampo” alla missione del Maestro. L’uomo, quando si affida solo a se stesso, quando cerca in tutti i modi di non “aderire” alla croce, diventa un ostacolo alla grazia di Dio che vuole operare in noi. L’Oratore afferma: “Tutte le estasi, tutte le elevazioni di spirito, tutti gli slanci e i rapimenti che vorrete, non servono…se non rimanete sulla croce del Salvatore…voi rimarrete vuoti di ogni bene, disposti a scandalizzarvi, assieme ai giudei, della passione di Nostro Signore. Non ci sono altre porte per entrare in Cielo”: «Non chi mi dice Signore, Signore entrerà nel Regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli» (Mt 7,21). In effetti, continua: “Non ci sono altre porte per entrare in Cielo al di fuori dell’umiliazione e della mortificazione”. Però, diciamolo chiaramente, accettare la croce, non è facile (non lo è stato neanche per Gesù, leggiamo in Lc 22,42), ma rimane comunque, come dicevano i latini, una “conditio sine qua non”, cioè una condizione indispensabile per essere graditi a Dio.
Preghiamo con queste parole che attingiamo da una fonte sconosciuta:
Signore Gesù, insegnaci a portare la nostra croce ogni giorno e a seguirti sul Calvario, nonostante la nostra fragilità. Sii tu il “cireneo” che accoglie su di sé la nostra croce. Amen
Oggi potremmo essere anche noi dei “cirenei” che, oltre a portare la nostra, aiutano tanti fratelli e tante sorelle a portare la loro.
Buona giornata e buona domenica,
PG&PGR
P.S. Domani ricorre la Dedicazione della Basilica Lateranense intitolata al SS. Salvatore e ai santi Giovanni Battista ed Evangelista, cattedrale di Roma e Madre di tutte le Chiese. Perciò, auguri a tutti coloro che si sentono suoi figli.