10 Dicembre 2025: Messaggio alla Comunità Parrocchiale

Carissimi,

eccoci al secondo punto della catechesi di Francesco di Sales: che cos’è l’Incarnazione? Risponde: “Non è altro che l’unione ipostatica della natura umana con quella divina, unione così stretta che, benché ci siano due nature in quel bambino che sta per nascere, esse non costituiscono che una sola persona”. Non sgranate gli occhi di fronte a quell’aggettivo “ipostatica”. In parole più semplici vuol dire che le due nature del Cristo, quella divina e quella umana, si sono “fuse, unite” (ma non confuse) e appartengono interamente al Verbo. Il Concilio di Efeso (431) confermò questa unione che non annulla la differenza tra le due nature in quanto la divinità e l’umanità formano un solo Cristo e Figlio. Continua, il de Sales: “Noi vediamo in lui tre sostanze: il corpo, la natura divina e l’anima” e per venire incontro alla comprensione di chi ascolta, prende come spunto la manna che, a suo modo di vedere “era la figura dell’Incarnazione”. Spiega: “So bene che era anche una figura dell’Eucarestia….tuttavia tra questo mistero e quello dell’Incarnazione non c’è che una differenza; nella Natività si vede Dio incarnato nella sua propria persona, mentre nell’Eucarestia lo vediamo in una forma più velata e in modo più oscuro. In entrambi i casi è lo stesso Dio che si trovava nel grembo della Vergine”. Arriva, dunque, a questa conclusione: “Se la manna è stata figura del sacramento dell’Eucarestia, lo sarà altrettanto bene del sacramento dell’Incarnazione. Francesco è ben cosciente che quanto sta dicendo non è semplice da comprendere e quindi ricorre all’esempio della manna dicendo che questa aveva tre sapori caratteristici: “il primo, di miele; il secondo d’olio; il terzo di pane. Queste tre sostanze si trovano nella nostra vera manna, Nostro Signore che è il vero pane disceso dal cielo come afferma Gesù stesso nel discorso pronunciato nella sinagoga di Cafarnao (Cfr. Gv 6, 31-32). Anche questa nuova “manna”, come quella del deserto, ha tre caratteristiche: “Quella del miele, per la sua Divinità; quella dell’olio, per l’anima e quella del pane per il corpo”. Ma in che modo, chiederete? Essendo un discorso un po’ lungo, lo riprenderemo domani.

Preghiamo

Dio onnipotente, che ci comandi di preparare la via a Cristo Signore, donaci, nella tua benevolenza, di non lasciarci abbattere dalle nostre debolezze, mentre attendiamo la consolante presenza del medico celeste. Amen

 

Oggi non ci spremiamo troppo le meningi per capire quello che Francesco vuole insegnare. Pensiamo solo che quella “nuova Manna” è sempre a nostra disposizione.

 

Buona giornata,

 

PG&PGR