12 Dicembre 2025: Messaggio alla Comunità Parrocchiale

Carissimi,

possiamo solo immaginare lo stupore dell’uditorio di Francesco di Sales (e forse anche di qualche nostro lettore) che assimila Gesù Cristo alla manna del deserto. Certamente molti non potevano sapere che già san Giovanni Crisostomo, sant’Agostino e san Cirillo di Alessandria, avevano fatto la stessa cosa sottolineando che Egli è il vero pane del cielo (Gv 6,35) che nutre i fedeli come la manna nutrì il popolo d’Israele nel deserto. Ripresi dalla meraviglia, procediamo, tornando però, per un momento, agli anni del catechismo dove abbiamo imparato che l’Incarnazione di Gesù Cristo, insieme alla sua passione, morte e risurrezione, è il secondo dei due misteri principali della Fede (il primo è l’Unità e Trinità di Dio, tanto per rinfrescare la memoria). Ecco dunque la riflessione che ci viene offerta: Dio “certamente, ha fatto vedere ciò che non avrebbe mai potuto entrare nella mente umana né essere compreso da essa: ossia, che Dio potesse essere uomo e l’uomo essere Dio: l’immortale mortale, l’impassibile passibile, soggetto al caldo, al freddo, alla fame, alla sete; l’infinito finito, l’Eterno temporale, insomma l’uomo divinizzato e Dio umanizzato, per cui Dio – senza mai cessare di essere Dio – fosse uomo, e l’uomo – senza mai cessare di essere uomo – fosse Dio”. Francesco arriva a dire che i Magi, baciando i piedini di quel Neonato, baciarono i piedi di Dio. Su questa linea, potremmo, dunque, tranquillamente affermare che Maria, oltre ad averlo portato nel suo seno per nove mesi, ha potuto tenere tra le sue braccia e baciare il suo Dio, ed egualmente san Giuseppe e, forse, anche qualche pastore… Ma Dio non ha corpo! Come è possibile baciarlo? Avrà forse pensato qualche anima semplice, presente a questa catechesi. Il Nostro previene la domanda: “E’ proprio così a motivo dell’unione delle due nature che non costituiscono che una Persona. Le due nature sono così intimamente unite che si può dire, senza pericolo di bestemmiare: ‘Questo sangue è sangue di Dio, il sangue dell’Agnello (1Pt 1,19; Ap 5,12), morto per i peccati degli uomini; Dio è stato flagellato, percosso; le mani di Dio sono state tese e inchiodate sulla croce”. E tutto questo “a motivo della stretta unione della natura umana del Cristo con quella Divina”. E ripetiamo: meravigliosa opera della Provvidenza Divina.

Preghiamo

Rafforza, o Padre, la nostra vigilanza nell’attesa del tuo Figlio, perché, illuminati dalla sua parola di salvezza, andiamo incontro a lui con le lampade accese. Amen

 

Se oggi avrete l’opportunità di entrare in una chiesa, dopo aver sostato davanti al tabernacolo, fissate lo sguardo sul crocifisso e pensate che quel pane di vita che è il SS. Sacramento è lo stesso appeso ad una croce.

Buona giornata,

PG&PGR