Carissimi,
dopo la parentesi dedicata ai peccati del re Davide, Francesco di Sales torna alle parole del profeta Isaia: Preparate le vie, spianate i sentieri, che qualcuno ha interpretato come riferite all’accoglienza del re Persiano Ciro, ma il cui scopo principale era quello di parlare della venuta di Nostro Signore. Il Battista, “predicando la penitenza ed annunciando al popolo che il Salvatore era vicino, si servì delle stesse parole del profeta: io sono la voce di colui che grida nel deserto: spianate il cammino del Signore”. E’ un forte richiamo alla penitenza e “la migliore disposizione alla venuta del Salvatore – dice ancora – è fare penitenza; tutti vi devono passare e, siccome tutti siamo peccatori, tutti abbiamo bisogno di penitenza”. Ma, ammette lui stesso “questo richiamo è troppo generico, dobbiamo esaminare qualche aspetto particolare”. Cosa vogliono dunque dire le espressioni: riempite le buche, livellate i dossi, raddrizzate i sentieri? Probabilmente a molti di noi è capitato di percorrere qualche sentiero, in montagna o collina, dove bisogna far bene attenzione a dove si mettono i piedi onde evitare cadute con conseguenze poco piacevoli. Superare, poi, determinati ostacoli affatica il cammino. L’Oratore ci dice che “avviene lo stesso nel cammino della nostra vita, nella quale ci sono molte gobbe, molte buche e molte tortuosità”. Crediamo siano molto poche le persone che non hanno dovuto affrontare qualche difficoltà nel cammino della propria esistenza! Continua aggiungendo che “tutto può essere raddrizzato attraverso la penitenza. E’ essa che colma le buche, che spiana i dossi, che raddrizza e livella i sentieri”. Ma nel cammino della nostra vita, quali sono le buche, le gobbe, i dossi? La superbia, la tiepidezza e la pusillanimità, cioè la mancanza di coraggio. Spiega meglio il Nostro: “Le buche, che il glorioso san Giovanni vuole che si colmino, non sono altro che il timore, che, quando è troppo grande, ci porta allo scoraggiamento…Colmate le buche: ossia riempite i vostri cuori di fiducia e di speranza…”. Armiamoci, dunque, di pala, piccone e forza di volontà… e ricordiamo che la fiducia e la speranza sono doni che il Signore, soprattutto in questo tempo di Avvento, vuole ravvivare in noi.
Preghiamo
Signore Dio nostro, con la tua potenza prepara i nostri cuori, perché, alla venuta di Cristo tuo Figlio, siamo trovati degni del banchetto della vita eterna e, da lui serviti, possiamo gustare il pane del cielo. Amen
L’invito che oggi il Signore rinnova a tutti noi, è di trasformarci in tanti operai che, animati dalla carità, colmano le buche e raddrizzano i sentieri per se stessi e per gli altri.
Buona giornata,
PG&PGR