Carissimi,
dopo il piccolo intervallo per dare tregua agli occhi e alla mente, oggi, solennità dell’Immacolata Concezione riprendiamo i nostri incontri sotto la sua protezione e Francesco di Sales inizia una nuova Esortazione: era il 24 dicembre 1620, vigilia di Natale. Esordisce dicendo: “Oggi festeggiamo l’attesa del parto della gloriosa Vergine: ossia attendiamo la venuta e la nascita del nostro caro Salvatore e Maestro”. Quella giovane donna, preservata dal peccato originale, vissuta sempre alla presenza di Dio, dopo il lungo viaggio da Nazaret a Betlemme, insieme al suo sposo Giuseppe, ora è in procinto di dare alla luce il Figlio di Dio. L’Oratore dice chiaramente che la sua intenzione è quella di fare “un piccolo catechismo”, nel quale vuole parlare dell’Incarnazione. San Tommaso, nella “Summa” aveva scritto che tutti hanno l’obbligo di conoscere i misteri della fede e sapere quello che devono credere. Francesco, però, non tratterà di questo argomento come farebbe con dei teologi, “ma nel modo che conviene ai semplici fedeli”. Aggiunge una piccola amara considerazione: “Molti si impegnano a predicarli e a farli comprendere, ma ce ne sono pochi che li credono e li capiscono”. Questa è la causa di tanti errori che ne impediscono la meditazione e la comprensione. Dunque aggiunge: “Qui non tratterò in modo dotto del mistero dell’Incarnazione, ma molto semplicemente, perché mi si possa capire”. Queste “chiacchierate in famiglia” assumono la forma di vere e proprie catechesi rivolte, senz’altro, alle sue figli della Visitazione, ma anche alla gente del popolo di Annecy sempre desideroso di ascoltare, meditare e pregare insieme al suo vescovo. Come è solito fare, egli divide il suo discorso in tre momenti: “Nel primo – dice – vedremo chi ha operato il mistero dell’Incarnazione; nel secondo, che cos’è il mistero dell’Incarnazione; nel terzo, perché si è compiuta l’Incarnazione”. Forse qualcuno potrebbe pensare che, essendo cristiani da sempre, queste cose le conosciamo già. Beh, forse ci illudiamo di conoscerle e poi, in quanto al meditarle, lasciamo un po’ a desiderare. Perciò, come diligenti scolaretti, da domani ci metteremo in ascolto di quello che questo maestro vorrà dirci.
Ora preghiamo insieme con le parole liturgiche di questa grande solennità:
O Padre, che nell’Immacolata Concezione della Vergine hai preparato una degna dimora per il tuo Figlio, e in previsione della morte di lui l’hai preservata da ogni macchia di peccato, concedi anche a noi, per sua intercessione, di venire incontro a te in santità e purezza di spirito. Amen.
Oggi è giorno di grande festa: la festa della nostra Mamma celeste. Chiediamo a lei di pregare per ognuno di noi, per le nostre comunità, le nostre famiglie e per il mondo intero.
Buona e santa festa dell’Immacolata Concezione,
PG&PGR