20 Gennaio 2026: Messaggio alla Comunità Parrocchiale

Carissimi,

oggi iniziamo una nuova Esortazione che, in questo caso, potremmo definire una vera e propria catechesi: era il 17 gennaio 1621, seconda domenica dopo l’Epifania e memoria di sant’Antonio Abate. La liturgia del tempo, e a volte anche l’attuale, prevedeva il Vangelo di Giovanni (2,1-11) e cioè il miracolo delle nozze di Cana, il primo “segno” (come l’Evangelista chiama i miracoli di Gesù) che Nostro Signore operò per manifestare la sua gloria. Dice Francesco di Sales: “Inizieremo esaminando la causa del miracolo, ossia come è stato operato; poi, in secondo luogo, da chi è stato operato e quali sono le persone che vi sono intervenute”. Qualcuno potrà pensare che sia inutile porsi tali questioni in quanto il testo di Giovanni è molto chiaro. Ma sappiamo bene che al Nostro piace andare al fondo delle cose per stimolarci a riflettere bene anche su ciò che sembra scontato…e ce ne accorgeremo. Il testo evangelico dice chiaramente (v.11) che questo fu il primo segno di Gesù manifestando la sua gloria. Però, ci fa notare il “catechista” Francesco “che da più parti si rinnovano tra i Dottori, argomenti e controversie per dimostrare che questo non fu il primo miracolo operato da Nostro Signore”. Probabilmente qualcuno faceva un po’ di confusione, ma Francesco pur ribadendo che quello di Cana fu effettivamente “il primo segno che il Salvatore diede personalmente per manifestare la sua gloria”, aggiunge: “E’ vero che prima di questo furono operati molti altri prodigi: alcuni da Nostro Signore, altri in nome di Nostro Signore ed altri ancora per la venuta di Nostro Signore, come quello dell’Incarnazione, che è il più grande di tutti e la meraviglia delle meraviglie”. La “confusione” può essere chiarita se si considera bene che cosa voglia dire effettivamente “per manifestare la sua gloria”. Infatti, “il grande miracolo dell’Incarnazione – spiega l’Oratore – era invisibile, segreto e nascosto; era un’opera così sublime che sorpassava infinitamente tutto ciò che gli Angeli e gli Arcangeli possono comprendere, per cui non era un segno che manifestava la gloria di Dio, come quello che avvenne alle nozze di Cana”. Con molta probabilità quei Dottori di cui parla prima, si riferivano anche ad altri prodigi legati all’Incarnazione: il concepimento di Gesù nel grembo verginale di Maria per opera dello Spirito Santo e l’apparizione della stella che guidò i Magi. Ma questi prodigi, sottolinea, non erano opera “diretta” di Gesù come lo fui quello di Cana. Ma con tutto questo discorso, dove vuole condurci il de Sales? A domani.

Oggi, anche se in forma facoltativa, ricorre la memoria di san Fabiano, papa e martire.

Preghiamo: O Dio, gloria dei tuoi sacerdoti, che hai voluto il papa e martire Fabiano a sostegno della tua Chiesa, concedici, per sua intercessione, di perseverare nella fede e di essere saldi nell’amore. Amen.

Anche oggi il Signore continua ad operare miracoli che forse rimangono nascosti alla vista di molti, ma che cambiano radicalmente la vita di tanti fratelli e sorelle.

Buona giornata,

PG&PGR