21 Gennaio 2026: Messaggio alla Comunità Parrocchiale

Carissimi,

dopo ciò che abbiamo detto ieri, rimane aperta la questione se Gesù abbia operato dei miracoli prima di quello di Cana. Dice Francesco di Sales: “Bisogna spiegare ciò che si prospettavano i Padri: ossia che il nostro divino Salvatore facesse molti prodigi (ed è molto probabile, date che molti racconti ne sono pieni) durante il suo soggiorno in Egitto e anche nella casa dei suoi genitori a Nazaret”. Ma,  dato che i Vangeli canonici non fanno alcun accenno su questo, dobbiamo supporre che il Nostro si riferisca ad episodi narrati nei vangeli apocrifi, cioè nascosti, che non sono stati inclusi nel canone della Bibbia per il loro contenuto non ritenuto autentico o attendibile. In alcuni di essi si narra di miracoli compiuti da Gesù all’età di cinque anni e dal giovane Gesù a Nazaret, ma non esiste alcun fondamento serio di tutto questo. Ma se anche ci fosse una qualche verità, sottolinea l’Oratore, “rimasero segreti e invisibili, perché in quel tempo Nostro Signore non era ancora conosciuto; per cui…il segno di Cana di Galilea fu veramente il primo che fede per manifestare la sua gloria”. Ma visto che questa Esortazione ha un aspetto catechistico più di altre, come dice P. Balboni in nota, fa questa domanda all’uditorio: “Ma quale profitto ne trarremo, per fortificare la nostra fede?”. Tutti i miracoli compiuti da Gesù dopo quello di Cana, sono stati visibili e tangibili, ma in quello di Cana, ci fa notare Francesco, un’attinenza particolare col mistero dell’Eucarestia: a Cana di fronte a dei testimoni improvvisati, Gesù cambiò l’acqua in vino e questo fu il primo suo miracolo; nell’ultimo della sua vita terrena, durante la cena pasquale in quel primo giovedì santo, mutò il vino nel suo sangue e, aggiungiamo noi, il pane nel suo corpo. L’intenzione del Salesio è chiara: egli desidera far emergere alcuni temi essenziali della fede “per dare gioia al nostro cuore e procurargli una certa qual dolcezza che si prova parlando di questi misteri”. Per spiegarsi meglio ricorre al libro dell’Apocalisse e in particolare al versetto 8 del primo capitolo: «Io sono l’Alfa e l’Omega, dice il Signore Dio», ossia l’inizio e la fine di ogni cosa e ci invita a notare che “quando Dio creò Adamo, il primo atto fu di trasformare il limo della terra nel corpo dell’uomo; similmente, allorché Gesù Cristo lo creò di nuovo, il primo segno della nuova creazione fu la trasformazione di una sostanza in un’altra”. Evidentemente ci si riferisce alla nuova creazione, quella dell’uomo nuovo inaugurata da Gesù Cristo. Ricordiamo che a Cana di Galilea il vino nuovo, frutto di quel miracolo, viene definito migliore di quello che era venuto a mancare (Cfr. Gv 2,9-10).

Oggi con tutta la Chiesa celebriamo la memoria di santa Agnese, vergine e martire.

Preghiamo

Dio onnipotente ed eterno, che scegli le creature miti e deboli per confondere quelle forti,concedi a noi, che celebriamo la nascita al cielo della tua martire sant’Agnese, di imitare la sua costanza nella fede. Amen

Siamo vino nuovo, nati dalla nuova creazione e perciò creature nuove. Sforziamoci, oggi, di vivere come tali anche nelle piccole cose di tutti i giorni.

Buona giornata,

PG&PGR