27 Gennaio 2026: Messaggio alla Comunità Parrocchiale

Carissimi,

«Non hanno più vino» (Gv 2,3). Possiamo immaginare la scena: Maria, sottovoce per non mettere in imbarazzo gli sposi, ancora ignari, dice semplicemente questo a Gesù. Francesco di Sales, con un po’ di fantasia (ma a questo ormai siamo abituati) “costruisce”, come un bravo scenografo, un breve discorso mettendolo sulle labbra di Maria: “Non hanno più vino, come a dire: Mio Signore e Figlio, questa gente è povera, e benché la povertà sia molto amabile e ti piaccia molto, nondimeno, di per sé è molto umiliante, perché costringe spesso chi la sopporta a pesanti disprezzi e a confusione al cospetto della gente”.

Prima di procedere, una domanda e una riflessione: E’ vero che la povertà, anche ai nostri tempi, provoca disprezzo e confusione? Purtroppo dobbiamo rispondere in modo affermativo. Tante volte si fa confusione tra il vero povero e chi lo fa per “professione”…ed essendo difficile distinguere gli uni dagli altri voltiamo la faccia dall’altra parte. Prosegue il de Sales: “Questa brava gente che ti ha invitato, sta per trovarsi in una situazione di grande vergogna, se non li aiuti; ma so che tu sei onnipotente, che provvederai alle loro necessità…Inoltre non dubito della tua carità e della tua misericordia; ricordati del senso di ospitalità che hanno dimostrato invitandoci al banchetto, e provvedi, se lo vuoi, a ciò che a loro manca”. Evidentemente, specifica l’Oratore, la Madonna non ebbe bisogno di fare un discorso così lungo al Figlio. Quelle poche parole “non hanno più vino” erano sufficienti. Ma questo suscita un’altra domanda e una ulteriore riflessione: come siamo effettivamente di fronte al Signore? Ricchi di noi stessi e poveri d’amore. E quante volte chiediamo qualcosa al Signore? Ma siamo poco disposti a dare qualcosa a Lui e al nostro prossimo. Come e cosa dire, allora? Risponde: “Accontentarsi di far presente a Nostro Signore le proprie necessità…lasciandolo fare con la certezza che ci esaudirà…è un’ottima preghiera…e quando ci scopriremo aridi, desolati e sconfortati, gli diremo: Signore, eccomi qua, sono una povera donna desolata e afflitta, carica di seccure e di aridità. Eccomi, Signore, sono un pover’uomo, misero come nessun altro, carico di peccati”. Dunque, cosa ci chiede il Signore e noi che cosa chiediamo? Egli sa quali sono le nostre vere necessità…Non ci lascerà cuocere nel nostro brodo, siamone certi.

Preghiamo

Signore, guarda alla nostra povertà d’amore. Siamo ricchi di tante cose e non ci accorgiamo che la vera ricchezza è quella dell’amore gratuito che tu ci doni ogni giorno. Signore, custodisci in noi questo tesoro. Amen

Non abbiamo timore di chiedere al Signore, ma neanche di rispondere a ciò che Lui ci chiede, né oggi, né, mai.

Buona giornata,

PG&PGR