Carissimi,
non poteva certo mancare, in questo contesto del breve “dialogo” tra Maria e Gesù, un riferimento al Cantico dei Cantici: “Il mio diletto è per me un sacchetto di mirra, riposa sul mio petto” (Ct 1,12); “Allo stesso modo – dice Francesco di Sales – quell’amante divina, la santissima Vergine, prese le parole di Nostro Signore come un mazzetto di mirra che posò al centro del suo amore”. Ciò che agli altri poteva sembrare un rifiuto, Maria lo considera “come un segno indubbio che il Salvatore le concedeva quello che chiedeva: per questo disse agli inservienti: Fate tutto ciò che vi dirà”.
Nella sua esposizione Francesco torna sulla risposta di Gesù a sua Madre (e questo dimostra il fatto che parlava a braccio, ndr.), ribadendo che le interpretazioni sono tante e diverse; ma lo accenna soltanto. E’ più interessato a quello che alcuni Padri hanno affermato e cioè che Maria ha anticipato, con la sua richiesta, la manifestazione della gloria di Gesù e spiega: “Dio aveva stabilito da tutta l’eternità l’ora e il momento in cui compiere due grandi miracoli: quello dell’Incarnazione e quello di dare al mondo il primo segno per la manifestazione della sua gloria; ma era un’indicazione generale e non tale che, essendo pregato, non potesse anticipare tale opera”. Questo ci aiuta a meditare sulla “potenza” della preghiera. Sono tanti i personaggi biblici che, con grande fede, hanno pregato Dio perché “cambiasse i suoi piani” e sono stati ascoltati: Abramo, Isacco e Rebecca, Anna, la madre del profeta Samuele, gli Apostoli, e tanti altri. In verità Dio non cambia i suoi disegni, ma , nella sua prescienza, conosce la fede di chi lo prega ed è disposto a “cambiare” o “anticipare” i suoi piani. Prosegue il Nostro: “I sospiri d’amore della Madonna, secondo quanto affermano gli antichi Dottori (quali Agostino, Bonaventura, Tommaso d’Aquino), fecero anticipare l’Incarnazione di Nostro Signore. Non per questo si incarnò prima del tempo che aveva preordinato, no; ma, nella sua eternità aveva previsto che la santa Vergine lo scongiurava di affrettare il momento della sua venuta nel mondo, e, esaudendola, si sarebbe incarnato prima di quanto non avrebbe fatto se non avesse pregato”. A Cana avvenne la stessa cosa. Ma torneremo su questo argomento.
Oggi la Chiesa, tra gli altri, ricorda anche il Beato Sebastiano Valfré, uno dei santi “sociali” piemontesi. Preghiamo:
Beato Sebastiano Valfré, intercedi per noi presso Dio perché ci conceda la grazia di vivere la nostra fede con gioia e coraggio ed affrontare le avversità della vita con serenità. Amen
Che ne dite di una preghiera più intensa, oggi?
Buona giornata,
PG&PGR