Carissimi,
“Il tuo seno è meglio del vino, ed effonde profumi più soavi degli unguenti più preziosi”. Sono parole della Sposa allo Sposo, o viceversa? Ipotizza Francesco di Sales: “Se queste parole sono della Sposa – ossia dell’anima devota – allo Sposo, che è Nostro Signore, ha veramente ragione di tenergli questo discorso. Infatti, il seno di Nostro Signore è infinitamente migliore del vino”. Il vino di cui si parla, spiega il Nostro, sono le soddisfazioni terrene, cioè fatte di quelle cose che l’uomo ricerca, spesso con avidità. E cosa rappresenta il “seno di Nostro Signore”? Aggiunge: “E’ la longanimità e la bonarietà. La longanimità significa la pazienza con la quale aspetta i peccatori; la bonarietà è l’amore e la compassione con cui li accoglie”. Il Signore è sempre pronto ad aspettare e ad accogliere nel suo cuore tutti coloro che, pur essendo peccatori, decidono di iniziare, o continuare con più impegno, un cammino di vera conversione. La bontà e la misericordia di Dio sono sempre alla portata di tutti. Per dare forza a quanto dice, il Salesio cita la parabola del Figliol prodigo, o meglio, del Padre Misericordioso, narrata nel Vangelo di san Luca (15, 11-24): quel figlio ingrato, sintetizza, “non soltanto si separa dal padre, ma in più consumò tutti i suoi beni in bagorghi”. E sottolinea che “quando si va lontano (cfr. v.13), ci vuole molto tempo per ritornare”. La storia di tanti fratelli e sorelle dimostra che il cammino della conversione è lungo e, spesso, faticoso! Quel figlio, dunque, trovandosi alle strette, decide di tornare dal padre che “non solo l’accolse senza adirarsi con lui, ma fece di più: lo abbracciò e lo accarezzò teneramente, e, dopo averlo fatto rivestire sontuosamente, imbandì per lui un banchetto per dimostrare la gioia che provava”. Francesco omette la seconda parte di questa parabola (vv. 25-32) cioè quella che si riferisce al figlio maggiore: una reazione completamente diversa da quella del padre. Questa è un’occasione per far riflettere tutti noi: che reazione abbiamo di fronte alla misericordia che Dio dimostra anche verso i peccatori più incalliti che tornano a Lui? Ed ecco, dunque, un altro esempio, quello del “buon ladrone”, “al quale Nostro Signore offrì in seno della longanimità, aspettando per la penitenza fino all’ultimo momento e al termine della sua vita, allorché gli manifestò anche la sua bonarietà…”(Cfr. Lc 23,40-43). Ecco qual è il petto dello Sposo. Anche a noi, se proprio non abbiamo abbandonato la “casa del Padre” e se non abbiamo rubato né, tantomeno, ucciso, il Signore chiede di non fermarci nel nostro cammino di conversione.
Preghiamo
O Padre, il tuo Figlio unigenito si è manifestato nella nostra carne mortale: concedi a noi, che lo abbiamo conosciuto come vero uomo, di essere interiormente rinnovati a sua immagine. Amen
Oggi ci viene data l’opportunità di fare un buon esame di coscienza…
Buona giornata,
PG&PGR