Carissimi,
dopo aver parlato di santa Brigida e delle sue rinunce che l’hanno portata a trovare la perla più preziosa, Francesco di Sales sottolinea che la rinuncia alla propria volontà è la cosa principale ed “è da qui che bisogna cominciare e finire”. Ogni vocazione comporta delle rinunce e chi ama le fa volentieri, anche se con qualche sofferenza. Ma quella della propria volontà è…dura da digerire. Eppure, ogni volta che diciamo il Padre Nostro, chiediamo al Signore che si compia la sua e non la nostra volontà che il Salesio descrive in questo modo, se vogliamo, un po’ bizzarro: La propria volontà non è che un formicaio di piccoli voleri, inclinazioni e capricci”; ma questi, per non provocare disordine e ribellione, devono essere sottomessi, prima di tutto “alla legge di Dio e alla sua volontà” e poi a quella dei Superiori e, per i giovani, possiamo aggiungere, a quella dei genitori. Un’altra tendenza che è più difficile da superare è il proprio giudizio: “Si trova ancora qualcuno che si sbarazza della propria volontà, ma gente che rinuncia completamente al proprio giudizio è molto rara”. Indubbiamente si può ubbidire, anche se qualche volta storcendo un po’ il naso, a un superiore, e non solo in ambito religioso, a un genitore o ad una legge; ma il proprio giudizio sugli altri o sulle cose, nella nostra mente, viene sempre a galla. Quante volte usiamo l’espressione “secondo me” che, quasi sempre, assume il tono di chi vuole imporre agli altri il proprio pensiero, insomma una sorta di relativismo personale. Prosegue l’Oratore: “Certamente, se si rinuncia al proprio giudizio e alla propria volontà tutto è fatto; ma per giungere a quel punto bisogna lavorare molto su se stessi…Non è possibile giungere a possederle senza fatica…”. Pensiamo un momento a quanta fatica hanno fatto tanti santi per arrivare a lasciare tutto ed abbracciare la “causa” di Dio. Credete sia stato facile, per gli Apostoli, lasciare tutto e seguire il Cristo? E san Paolo? Cosa dice? «Acconsento nel mio intimo alla legge di Dio, ma nelle mie membra vedo un’altra legge, che muove guerra alla legge della mia mente e mi rende schiavo della legge del peccato che è nelle mie membra. Sono uno sventurato! Chi mi libererà da questo corpo votato alla morte?» (Rom 7,23-24). Quando ci volgiamo verso il Signore, probabilmente anche in noi si scatena una sorta di battaglia; ma sappiamo che, comunque, abbiamo un alleato forte e potente.
Oggi la Chiesa celebra i santi martiri di Abitene. Preghiamo
O Dio misericordioso, noi ci rivolgiamo a te invocando la tua presenza nei nostri cuori mentre celebriamo la vita e il sacrificio dei Santi Martiri di Abitene. Con profonda gratitudine, riconosciamo il loro coraggio e la loro fede inossidabile, che li ha portati a sacrificarsi per il Vangelo, affermando: “Senza il Signore non possiamo vivere”. Fa’ che la loro intercessione ci aiuti a superare le prove della vita e a raggiungere la pace e la felicità eterna. Amen.
Forse anche oggi dovremo affrontare qualche “battaglia”. Affidiamoci allo Spirito, sarà Lui a guidarci.
Buona giornata,
PG&PGR