Carissimi,
tralasciamo quattro brevi paragrafi di questa Esortazione in quanto indirizzati esclusivamente alle monache della Visitazione e al loro ordinamento interno. Francesco di Sales sembra essere stato fortemente colpito dalla figura e dalla storia di santa Brigida d’Irlanda, attinta da un testo di Lorenzo Sauer, pubblicato tra il 1570 e il 1575 (nota di P. Balboni), tanto che dopo averne riassunto la vita, che abbiamo letto nei giorni scorsi e aver constatato, probabilmente, l’interesse dell’uditorio, aggiunge:
“E’ opportuno che vi racconti alcuni suoi miracoli: ve ne racconterò soltanto due, che sono adatti a questo tema, e con questi chiuderò il discorso”. Ci preme sottolineare, però, che i miracoli li fa soltanto Dio; la Vergine e i santi possono solo intercedere per noi attraverso la loro preghiera. Perdoniamo questa espressione impropria dell’Oratore e seguiamone il racconto:
“Il primo riguarda la guarigione di alcuni lebbrosi; il secondo riguarda la guarigione di una ragazza cieca. Senza dubbio, la fama delle virtù di santa Brigida si era talmente divulgata che le venivano condotti malati da ogni parte, perché Nostro Signore le concedeva tutto quello che gli chiedeva. Lo Sposo celeste non poteva rifiutarle nulla; siccome, da parte sua, ella gli dava tutto quello che le chiedeva, egli, in risposta, esaudiva i suoi desideri; infatti, Dio non rifiuta nulla a coloro che fanno in tutto la sua santa volontà {Sai 144, 19; Gv 9, 31). Se volete che vi conceda ciò che desiderate, dategli tutto quello che vi domanda. Voi lo pregate che sia fatta la sua volontà, perché è in essa che si trova tutto il nostro bene; poi, anche, che venga il suo regno (Mt 6, 10), per godere di quella felicità eterna cui aspirano i nostri cuori e a cui tendono senza sosta. Ora, se volete che egli vi conceda questo, dategli ciò che vi comanda: ossia, osservate la sua legge e obbedite ai suoi consigli. Ecco, dunque, che quei lebbrosi si recano dalla nostra santa per essere guariti; lei prende dell’acqua limpida, la benedice, poi ordina loro di lavarsi a vicenda. Appena il primo mette le mani in quell’acqua fresca e comincia a lavare il compagno questi diventa più bianco della neve. Orsù, dice la santa, anche tu prendi dell’acqua e lava il tuo compagno. Ma il guarito non si preoccupa dell’altro, anzi, vedendosi così guarito, risponde: O Dio, non ho il coraggio di toccarlo, perché, ora che sono guarito, è pericoloso e toccandolo potrei tornare lebbroso. Pensate – commenta Francesco – quello guarito per primo era affetto dalla lebbra peggiore. Allora quella santa vergine, illuminata da una luce interiore, riprende: Ebbene, mio caro, la guarigione dalla lebbra esteriore ti ha causato la lebbra interiore; ma non finirà così, perché tu ritornerai lebbroso. Cosa che si verificò all’istante, perché Dio voleva tutto quello che voleva la santa. Allora gli comandò di lavare il compagno; in seguito, poi, dopo essere stato lavato una seconda volta dagli altri, guarì anche lui”. Il Salesio, rivolto al suo “pubblico” chiede: “Ma che cosa significa questo miracolo, e perché ve l’ho raccontato? Ce lo spiegherà domani.
Preghiamo liberamente chiedendo l’intercessione di Maria e dei nostri santi patroni (ognuno ha il suo) presentando loro le nostre richieste e le nostre difficoltà.
Ripensiamo, oggi, a quel lebbroso guarito, di nuovo lebbroso e guarito nuovamente…Buona giornata,
PG&PGR