14 Febbraio 2026: Messaggio alla Comunità Parrocchiale

Carissimi,

Carissimi,

Francesco di Sales, ieri, la lasciato il suo uditorio, e tutti noi, con una domanda, e oggi, come al solito, ci offre la risposta: “Vedete che cosa fa quella santa, guidata dallo Spirito di Dio, per guarire quei lebbrosi? Dice loro: lavatevi gli uni gli altri (Cfr. Gv 13,14-15)”. Questa è una lezione di carità e di affetto, sottolinea, valida per tutti i cristiani. Passa poi al secondo miracolo:

“Il secondo miracolo è questo. Le venne condotta una ra­gazza straordinariamente bella, ma cieca; si chiamava Uria. La Supe­riora del monastero mandò la santa per guarirla; vi andò, ma veden­do tanta bellezza e sapendo come tale qualità sia un grande ostacolo alla bellezza spirituale, e come i sensi, principalmente la vista, siano pericolosi e capaci di farci perdere la purezza dell’anima, allorché sono mal guidati, Brigida si mise in preghiera. Fece una fervente preghiera, nella quale chiese al suo santo Sposo non soltanto la vista corporale per Uria, ma ancor più quella spirituale; ed egli concesse l’una e l’altra, dato che non le rifiutava nulla. Certamente era molto ragionevole che desse la luce ai ciechi, dato che lei aveva scelto e do­mandato di essere cieca per servire meglio il Signore.

Quella ragazza riacquistò dunque la vista, e quando vide la splendida luce del sole, la bellezza delle cose create, sia del cielo che della terra, fu ricolma di una grande ammirazione e consolazione. Ma si sentì illuminata anche di un’altra luce che le riscaldò il cuore e le fece desiderare i beni eterni e duraturi, molto più eccellenti di quelli che scorgeva con i sensi; e allora, considerando quanto questa vista corporale potesse impedirle o ritardare il proposito di acquista­re il bene supremo, che è Dio, desiderò di perderla un’altra volta per godere più profondamente della vita spirituale. E Nostro Signo­re le concesse di ritornare cieca, dandole allo stesso tempo una chia­rezza interiore così grande che, da allora, rinunciò ad ogni cosa e si consacrò in modo tale all’orazione ed alla contemplazione che visse e morì molto santamente”.

E ora chiede e risponde: “Ma perché vi ho raccontato questo secondo miracolo? Perché è bello e appropriato per chiudere questo discorso.”. Infatti, se ci doniamo a Dio, se gli diamo ciò che Egli chiede, ci concederà tutto Se stesso e non ci rifiuterà nulla di quanto gli chiediamo. Questa è una certezza per ogni cristiano.

Oggi la liturgia celebra la festa dei santi Cirillo e Metodio, compatroni d’Europa. Preghiamo

O Dio, ricco di misericordia, che nella missione apostolica dei santi fratelli Cirillo e Metodio hai donato ai popoli slavi la luce del vangelo, per la loro comune intercessione fa’ che tutti gli uomini accolgano la tua parola e con un solo cuore e una sola voce lodino il tuo nome. Amen

Una domanda per oggi: avremo il coraggio di rispondere a Dio e donargli un po’ del nostro tempo? Quanto meno, proviamoci.

Buona giornata e buona domenica,

PG&PGR