Carissimi,
proseguendo nella sua esposizione, Francesco di Sales deve constatare che “all’uomo piace molto fare un grande traffico in questa vita per trovare gioia e riposo, e abitualmente tale traffico è inutile e non se ne ricava nulla”. Quante persone si danno un gran daffare, a volte frenetico, per realizzare sogni e progetti che poi non si realizzano? Prosegue, il Nostro: “Ditemi, coloro la cui mente è stata illuminata dalla luce celeste, e che quindi sanno con certezza che soltanto Dio può dare una vera gioia ai nostri cuori, non fanno un traffico inutile riponendo i loro affetti nelle creature inanimate, oppure in uomini come loro?
Ci sembra molto chiaro il riferimento a tanti cristiani che, pur conoscendo quale sia la strada migliore per fare la volontà di Dio, si perdono nella ricerca dei soli beni materiali: “I beni terreni, le case, l’oro e l’argento, le ricchezze, anche gli onori, le dignità che la nostra ambizione ci fa ricercare con tanta ambizione non sono traffici vani?” Non solo! Queste cose corruttibili, molto spesso sono motivi di ansia e di inquietudine “sia per conservarli, se li possiede, sia per accrescerli ed aumentarli, se non sono in suo possesso”. Nel libro del Profeta Geremia (17,5) troviamo questa espressione: «Maledetto l’uomo che confida nell’uomo, che pone nella carne il suo sostegno e il cui cuore si allontana dal Signore». Il male non sta tanto nel confidare negli altri, quanto l’allontanarsi da Dio. Certamente l’amore umano rivolto al nostro prossimo è una importante ed indispensabile per il cristiano, ma quando allontana da Dio diventa molto pericoloso. Quanti giovani abbiamo conosciuto che, per inseguire l’amore per le cose o per le creature, hanno abbandonato la via sicura di Dio? A tale proposito il de Sales ci propone un breve racconto: “Una volta, il papa aveva un cantore cui voleva molto bene. Benché quel cantore fosse molto benvoluto dal suo signore, non smise, per questo, di essere strano, cosicché un giorno lo prese la fantasia di andarsene lasciando la corte; cosa che fece, lasciando il suo signore molto dispiaciuto per la partenza. Ora, il papa, pensando in che modo avrebbe potuto riaverlo, decise di agire in questo modo: fece scrivere a tutti i principi e a tutti i grandi che, se quel cantore si fosse presentato a loro, non lo accogliessero al loro servizio, pensando che, non trovando soluzione migliore, alla fine, il povero cantore sarebbe ritornato da lui. E finì come il papa aveva previsto; infatti vedendosi ovunque respinto, ritornò a servire nell’ineguagliabile cappella di sua santità”. A domani, ma prima preghiamo:
Padre misericordioso, guida i primi passi del nostro cammino penitenziale, perché all’osservanza esteriore corrisponda un profondo rinnovamento dello spirito. Amen
A volte le scelte dell’uomo possono far prendere le distanze da Dio; non permettiamo che questo ci accada, né oggi, né mai.
Buona giornata,
PG&PGR