Carissimi,
era il 2 luglio, giorno nel quale, secondo il calendario liturgico del tempo, si celebrava la festa della Visitazione di Maria; questa ricorrenza, dopo la riforma liturgica del Concilio Vaticano II, è stata sposta al 31 maggio. Francesco di Sales inizia una nuova Esortazione citando san Paolo: “Dio, che è solo, ama l’unità e l’unione, e non è di suo gradimento ciò che è disunità (Cfr. Gal 3,20;Ef 4,5-6)”. Questo dovrebbe far molto riflettere! Dio ama l’unità, ciò che è unito e congiunto in quanto “la disunione è causata dall’imperfezione”.
Il mistero della Santissima Trinità ci invita a credere fermamente che Dio è Uno e Trino anche se le sue “operazioni” sono diverse, nel senso che ogni Persona divina ha ruoli e azioni specifici, pur agendo sempre in unità di sostanza con le altre due. Dunque Dio è anche Unità oltre ad essere Trinità. Ma perché questo “ripasso” sull’Unità e Trinità di Dio e in che modo si inserisce la Vergine Maria in questo contesto? L’Oratore, interpretando la domanda di chi lo ascolta si sofferma su quelle che egli chiama le “tre unioni meravigliose che Dio ha operato in Maria”. La prima è senz’altro riconducibile al mistero dell’Incarnazione: nel grembo della Vergine si realizza l’unione della natura divina con quella umana “unione così elevata che supera infinitamente tutto ciò che gli intelletti umani (e angelici) possano concepire e comprendere”. Infatti quale mente umana, per quanto eccelsa, può arrivare alla comprensione di un mistero così grande che unisce la natura divina, che è ciò che esiste di più alto, con quella umana che è ciò che esiste di più basso: “La natura divina – afferma l’Oratore – è la somma perfezione, mentre quella umana è la somma miseria”. Ma pur essendo due estremi totalmente diversi “Dio ha operato, nel grembo della Vergine, una così meravigliosa congiunzione di quelle due nature da costituire una sola Persona, per cui l’uomo è Dio e Dio, senza cessare di essere Dio, è uomo”. Dio ha operato nella Madonna anche una seconda unione: quella della maternità con la verginità “unione che è assolutamente al di fuori del corso naturale della natura…”. Dio ha operato questa unione miracolosa e soprannaturale; privilegio che ha concesso solo a Maria. La terza unione che il de Sales riscontra è quella di un’altissima carità con una profondissima umiltà. Due virtù, spiega, che sembrano essere all’opposto l’una dell’altra nel senso che la carità innalza l’anima di chi la pratica mentre l’umiltà l’abbassa: la carità fa crescere a perfezionare l’anima, l’umiltà abbassa gli occhi dell’anima in cui si trova. Molti santi hanno vissuto queste due virtù, ma non in modo così eccellente di eguagliare la Vergine Maria. Si chiede il de Sales: “Com’è possibile accordare e fondere insieme l’umiltà e la carità, dato che la natura di una è di salire verso l’alto, mentre quella dell’altra è scendere verso il basso? E’ una cosa naturalmente impossibile”… Ma nulla è impossibile a Dio.
Preghiamo
Convertici a te, o Dio nostra salvezza, e formaci alla scuola della tua sapienza, perché l’impegno quaresimale porti frutto nella nostra vita. Amen
Dedichiamo questa giornata alla santa Vergine e chiediamole di tenerci per mano nel nostro cammino quaresimale.
Buona giornata,
PG&PGR