Carissimi,
forse qualcuno tra voi ricorderà quei piccoli esperimenti di chimica che ci facevano fare alle scuole medie. Ce n’era uno, in particolare che attraeva noi studentelli che ci sentivamo già scienziati: mescolare l’acqua con l’olio. Avevi un bel mescolare e agitare le provette…Nulla da fare. Un giorno qualcuno gridò trionfante: Professo’ je l’ho fatta, ma il giorno dopo l’olio era sopra e l’acqua sotto. Ci siamo permessi questo esempio in linea con Francesco di Sales che, riferendosi alla carità e all’umiltà, asserisce che “nessun altro, al di fuori di Dio, avrebbe potuto attuare l’unione di queste due virtù; ma egli, che non è che un solo Dio, vuole e ama l’unità…ha unito la carità e l’umiltà nella santa Vergine”. In Maria si realizza questa unità che poi è diventata una delle “note” caratteristiche della Chiesa che è Una, Santa, Cattolica e Apostolica. “In lei – prosegue l’Oratore – la carità rimane umile e l’umiltà caritatevole…e queste due virtù vi rimangono talmente congiunte, che l’una non può sussistere senza l’altra”. Non ci sembra che sia difficile capire come tutto questo si inserisce a pieno titolo nella festa della Visitazione: “Infatti – dice ancora – che cos’è la Visitazione della Madonna a santa Elisabetta, se non la somma della carità e dell’umiltà…?”. Maria ha appena appreso che sarà la Madre del Dio fatto uomo, colei che tutte le generazioni chiameranno beata, eppure, avendo saputo che l’anziana parente, nonostante la sua sterilità, aspetta un bambino, non esita e affronta un lungo e non facile viaggio per recarsi ad assisterla. Colei che aveva dichiarato di essere la serva del Signore, ora si fa serva di Elisabetta. Commenta il nostro: L’umiltà e la carità – in Maria – non hanno che un solo oggetto, Dio, alla cui unione esse tendono; nondimeno passano da Dio al prossimo, ed è là che esse si perfezionano”. San Giovanni, nella Prima lettera (4,20) dice: «Chi non ama il proprio fratello che vede, non può amare Dio che non vede». Inoltre il de Sales ci invita a riflettere sulle parole della Vergine: “Ecco, si compia in me la tua volontà”, parole che ci interrogano su come noi ci poniamo di fronte alla volontà di Dio; “avvenga di me secondo la tua Parola”, una parola che ci mette in crisi e che ci fa vedere quanto siamo lontani, in tante occasioni, dagli insegnamenti del Vangelo. Ma anche le parole di Elisabetta dovrebbero farci riflettere: “Beata tu che hai creduto”, e qui viene tirata in ballo la nostra fede, che ci sembra forte, ma che spesso traballa di fronte alle difficoltà della vita. Maria ascolta, chiede, accoglie. E’ questo l’atteggiamento del cristiano che si mette in ascolto della Parola di Dio, che chiede ciò che non capisce senza passare oltre, che accoglie con gioia ciò che il Signore chiede. Maria, dunque, si mette in viaggio. Al suo seguito, mettiamoci in viaggio anche noi.
Preghiamo
Volgi il tuo sguardo, o Signore, a questa tua famiglia, e fa’ che, superando con la penitenza ogni forma di egoismo, risplenda ai tuoi occhi per il desiderio di te. Amen
Anche oggi il Signore ci chiama a fare la sua volontà. Lo faremo aspettare a lungo?
Buona giornata,
PG&PGR