3 Febbraio 2026: Messaggio alla Comunità Parrocchiale

Carissimi,

era il primo febbraio 1621 e allora, come oggi, la liturgia ricordava santa Brigida d’Irlanda (da non confondersi con santa Brigida di Svezia, compatrona d’Europa); una nuova sorella della Visitazione veste l’abito dell’Ordine e Francesco di Sales inizia una nuova Esortazione prendendo lo spunto dal Vangelo di san Matteo (13, 45-46), la parabola della perla preziosa: «Il regno dei cieli è simile a un mercante che va in cerca di perle preziose; trovata una perla di grande valore, va, vende tutti i suoi averi e la compra». Il Nostro inizia la sua esposizione, dicendo: “Siccome questa similitudine racchiude e comprende un gran numero di consigli e insegnamenti molto adatti per giungere alla perfezione cristiana, me ne servirò per questo piccolo discorso, nel quale vedremo chi è quel negoziante che va in cerca di perle, qual è la perla che insegue e che cosa bisogna fare per possederla”. Mettetevi comodi perché questo “piccolo discorso”, come lo chiama l’Oratore, occupa, nel testo del P. Balboni, ben sedici pagine…Dunque, procediamo. Parte da una prima affermazione: “Tutti gli uomini sono mercanti e negozianti in cerca di perle” che rappresentano la felicità e la beatitudine. Già Aristotele diceva che tutti gli uomini cercano di essere felici in quanto nell’uomo esiste un certo movimento naturale che tende alla felicità. Qualcuno la trova, altri no perchè la ricercano dove non si trova: “L’avaro la cerca nelle ricchezze…altri la cercano nella voluttà…altri cercano la felicità negli onori e nelle soddisfazioni di questa vita…” Tutto ciò, dice Francesco, è destinato, prima o poi, al fallimento in quanto non c’è una base solida e spesso si rimane con l’amaro in bocca. Qui c’è bisogno di farsi delle domande: in cosa ricerco la felicità? Su che cosa la baso? La ricchezza, il piacere dei sensi, gli onori possono renderci veramente felici o ci illudono di esserlo? Le ricchezze, usate solo per se stessi non possono rendere felici, ma alimentano il nostro egoismo; i piaceri e il lasciarsi dominare dai sensi rendono più simili agli animali e “invece di accontentare il cuore, lo abbrutiscono”; gli onori e le soddisfazioni “sono soggetti a mille vicissitudini e a accidenti”. Evidentemente la felicità vera va ricercata altrove e, forse, anche se non ne siamo pienamente coscienti, è lì a portata di mano.

Abbiamo trovato questa preghiera per chiedere l’intercessione di santa Brigida d’Irlanda:

Gloriosa santa Brigida, patrona dei guaritori e dei poeti, che hai dedicato la vita a Dio Padre, intercedi per noi, affinché la nostra fede si rinnovi e cresca, e i malati e i sofferenti trovino sollievo e guarigione nel corpo e nello spirito. Amen

Oggi chiediamo a Signore di arricchirci, non dei beni materiali che passano, ma di quelli spirituali che restano.

Buona giornata,

PG&PGR