4 Febbraio 2026: Messaggio alla Comunità Parrocchiale

Carissimi,

il nostro amico Francesco di Sales, andando oltre, ribadisce che nella parabola della perla preziosa “troviamo insegnamenti straordinari per la perfezione cristiana”, perfezione che egli riscontra in Santa Brigida e soprattutto nella sua dedizione e attenzione ai poveri: quella fu per lei la perla preziosa. Ieri ci aveva anche detto che “tutti i cristiani sono cercatori di perle” ed oggi amplia il suo pensiero aggiungendo che: “sentono un’attrattiva e un movimento in forza dei quali desiderano e cercano il bene, la felicità e la beatitudine”.

Bisogna però vedere come si considerano il bene, la felicità e la beatitudine: diventano beni esclusivi, egoistici, chiusi o si aprono con generosità non solo verso Dio, ma anche verso il prossimo? Nel Salmo 4, al versetto 7, troviamo una domanda: «Chi ci farà vedere il bene?» Se chiudiamo gli occhi di fronte alle necessità degli altri, non potremo certamente vederlo e la visione della beatitudine vera si velerà. Il cuore umano, afferma l’Oratore, “tende naturalmente a Dio, che costituisce la vera beatitudine”, che però va condivisa per essere veramente tale e provocare felicità. Dio, prosegue, ha creato la felicità “per la gioia dell’uomo e gliel’ha così apertamente promessa che si è obbligato a concedergliela”. Certamente, sottolinea, tale “obbligo” non deriva da qualche merito dell’uomo, ma esclusivamente dalla Sua bontà e misericordia: “Per pura misericordia Dio si è impegnato a concedere la propria gloria alla sua creatura: gloria che non è altro che unione delle nostre anime con lui”. Sant’Agostino, nelle Confessioni, esclama: «O Dio, il mio cuore è creato per te, e non avrà riposo né pace finché non goda di te!» Noi, per natura, afferma ancora il de Sales, tendiamo all’unione con Dio, “un’unione che sarà eterna e indissolubile”, ma, “per attuarla, finché siamo in questa vita, bisogna prendere, abbracciare e cercare i mezzi idonei a condurvici”. E il mezzo più idoneo, è la carità “che genera l’unione; è essa che sollecita e stringe gli affetti, che collega e ricongiunge tutto quello che è disunito; insomma è tramite questa unione temporale che si giunge a quella eterna”.

Preghiamo

Signore, solo in te possiamo essere veramente felici. Ma per “essere in te” dobbiamo riscoprire, attraverso la carità, il nostro rapporto con gli altri e in modo particolare con i poveri. Aiutaci, Signore, a non guardare soltanto al nostro tornaconto. Amen

La carità, dice san Paolo «tutto copre, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta» (1Co 13,7); se crediamo veramente a queste parole, oggi, cerchiamo di viverle.

Buona giornata,

PG&PGR