Carissimi,
il nostro amico Francesco di Sales, andando oltre, ribadisce che nella parabola della perla preziosa “troviamo insegnamenti straordinari per la perfezione cristiana”, perfezione che egli riscontra in Santa Brigida e soprattutto nella sua dedizione e attenzione ai poveri: quella fu per lei la perla preziosa. Ieri ci aveva anche detto che “tutti i cristiani sono cercatori di perle” ed oggi amplia il suo pensiero aggiungendo che: “sentono un’attrattiva e un movimento in forza dei quali desiderano e cercano il bene, la felicità e la beatitudine”.
Bisogna però vedere come si considerano il bene, la felicità e la beatitudine: diventano beni esclusivi, egoistici, chiusi o si aprono con generosità non solo verso Dio, ma anche verso il prossimo? Nel Salmo 4, al versetto 7, troviamo una domanda: «Chi ci farà vedere il bene?» Se chiudiamo gli occhi di fronte alle necessità degli altri, non potremo certamente vederlo e la visione della beatitudine vera si velerà. Il cuore umano, afferma l’Oratore, “tende naturalmente a Dio, che costituisce la vera beatitudine”, che però va condivisa per essere veramente tale e provocare felicità. Dio, prosegue, ha creato la felicità “per la gioia dell’uomo e gliel’ha così apertamente promessa che si è obbligato a concedergliela”. Certamente, sottolinea, tale “obbligo” non deriva da qualche merito dell’uomo, ma esclusivamente dalla Sua bontà e misericordia: “Per pura misericordia Dio si è impegnato a concedere la propria gloria alla sua creatura: gloria che non è altro che unione delle nostre anime con lui”. Sant’Agostino, nelle Confessioni, esclama: «O Dio, il mio cuore è creato per te, e non avrà riposo né pace finché non goda di te!» Noi, per natura, afferma ancora il de Sales, tendiamo all’unione con Dio, “un’unione che sarà eterna e indissolubile”, ma, “per attuarla, finché siamo in questa vita, bisogna prendere, abbracciare e cercare i mezzi idonei a condurvici”. E il mezzo più idoneo, è la carità “che genera l’unione; è essa che sollecita e stringe gli affetti, che collega e ricongiunge tutto quello che è disunito; insomma è tramite questa unione temporale che si giunge a quella eterna”.
Preghiamo
Signore, solo in te possiamo essere veramente felici. Ma per “essere in te” dobbiamo riscoprire, attraverso la carità, il nostro rapporto con gli altri e in modo particolare con i poveri. Aiutaci, Signore, a non guardare soltanto al nostro tornaconto. Amen
La carità, dice san Paolo «tutto copre, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta» (1Co 13,7); se crediamo veramente a queste parole, oggi, cerchiamo di viverle.
Buona giornata,
PG&PGR