5 Febbraio 2026: Messaggio alla Comunità Parrocchiale

Carissimi,

l’altro ieri, Francesco di Sales, ci aveva detto che “tutti gli uomini sono mercanti e negozianti in cerca di perle…”. Era una affermazione generica ed oggi precisa: “Il mercante del nostro vangelo…raffigura tutti i cristiani. Ma quali sono queste perle, se non le virtù e le buone opere che sono simili a perle e pietre preziose? Ora, perché le pietre hanno un così grande valore per gli uomini? Al di là della loro bellezza e del loro valore intrinseco, c’è da considerare il valore che il “mercato” assegna loro. A volte qualcuno fa sfoggio di pietre molto belle, ma sono solo imitazioni e, quando non lo sono, rimangono comunque pietre! Plinio (rieccolo che riciccia!) nella “Storia Naturale” scrive che Cleopatra portava, come orecchini, due perle del valore di cinquemila scudi. Esagerata! Questa è pura ostentazione, e il Nostro la definisce “bizzarria”, perché, in fondo, è l’uomo che assegna loro il valore. E continua: “Le virtù, come le pietre preziose, hanno per se stesse un grande prezzo a motivo del loro splendore, che le rende piacevoli e apprezzate agli occhi degli uomini…Tuttavia non è da questa bellezza che dipende il loro alto prezzo, ma dalla stima di cui godono davanti a Dio, che le apprezza tanto che ha promesso loro la felicità, ossia la vita eterna”. Senz’altro, molti, nelle nostre comunità, compiono opere buone, a livello singolo o di gruppo; ma con quale disposizione d’animo facciamo questo? Cosa ci aspettiamo dal Signore? Ci viene in mente la frase di Gesù riportata dall’Evangelista Luca (17,10): «Quando avrete fatto quello che vi è stato ordinato, dite: siamo servi inutili. Abbiamo fatto quanto dovevamo fare». Qui il termine “inutile”, lo abbiamo già detto altre volte, non ha l’accezione comune che indica qualcosa che non serve a nulla, ma vuol dire semplicemente “senza retribuzione” di ordine materiale; in un altro brano evangelico (Mt 19,27) leggiamo: «Pietro prendendo la parola disse: Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito; che cosa dunque ne otterremo?» Tra le altre cose, risponde Gesù: la vita eterna. Questa, certamente non è una “retribuzione”, ma un dono gratuito di Dio ed è “alle virtù e alle opere buone che viene concessa”, come attesta san Paolo (Rom 2,6-7). Dunque l’uomo è sempre in cerca di queste perle “se qualcuno non le trova – afferma il de Sales – è perché non le cerca o pensa di trovarle dove non ci sono: ossia nelle ricchezze, negli onori e nelle voluttà. Per tale ragione, abitualmente si ingannano, perché le virtù, di massima, non si trovano fra queste cose”. Anzi, aggiunge, queste “…arrecano soltanto amarezza, disgusto e dispiaceri”.

Oggi la Chiesa celebra sant’Agata, vergine e martire siciliana del III secolo: giovanissima trovò la perla più preziosa: l’amore per Dio.

Preghiamo

Donaci, Signore, la tua misericordia, per intercessione di sant’Agata, vergine e martire, che sempre ti fu gradita per la forza del martirio e la gloria della verginità. Amen

E noi, oggi, quale perla preziosa cercheremo? Buona giornata e…buona caccia.

PG&PGR