Carissimi,
sapete bene che le Esortazioni sono rivolte, in modo particolare, alle monache della Visitazione, ma in esse troviamo delle indicazioni e dei richiami validi per tutti, sacerdoti, religiosi e religiose e, fatte le dovute distinzioni, per tutti i credenti. Dice, infatti, Francesco di Sales: “Benché tutti i cristiani siano obbligati a cercare questa perla…ognuno secondo la propria vocazione, tuttavia i Religiosi, le Religiose, e tutte le persone consacrate a Nostro Signore, vi sono tenuti per un obbligo più rigoroso e particolare”. Tutti noi, religiosi/e e non, siamo consacrati al Signore attraverso il Battesimo, la Confermazione e gli altri Sacramenti, ma a coloro che hanno scelto la strada di una speciale consacrazione, è richiesta non solo l’osservanza dei Comandamenti e dei Precetti della Chiesa, ma anche la rinuncia “a tutte le vanità del mondo”. Ma voi laici, allora, siete fuori da questo discorso? Assolutamente no! Se prendiamo in mano il Libro degli Atti degli Apostoli ci rendiamo subito conto che questo invito alla sobrietà e alla rinuncia del “mio” e “tuo”, era uno dei fondamenti della prima comunità cristiana (Cfr. At 2,44-45). Era un regola rigorosa, che non ammetteva eccezioni; basta ricordare l’episodio di Anania e Saffira (At 5, 1-10). Francesco di Sales, nonostante la sua dolcezza, quando parlava ai religiosi o religiose, a proposito dei voti, non aveva “peli sulla lingua” e sentite cosa dice a proposito di quella vicenda: “Anania e Saffira…furono aspramente rimproverati…Il santo Apostolo (Pietro) disse loro: Perversi…pensavate di poter mentire allo Spirito Santo? E i due “furbetti” fecero una brutta fine! Le stesse parole il Salesio le rivolge a coloro che, entrando in monastero, fanno difficoltà a lasciare i propri averi: “Se volete conservare qualche proprietà, rimanete nel mondo; potete vivervi bene e salvarvi osservando i Comandamenti, senza venire in Religione (in Monastero), riservandovi qualche cosa, pretendendo di usare ancora la vostra libertà e la vostra volontà”. La vita religiosa ha le sue regole e chi la sceglie deve osservarle, senza eccezioni. Ma alcune di queste regole, sono valide anche nel Matrimonio: pensate alla fedeltà, alla disponibilità, all’amore verso l’altro/a, verso i figli…
Preghiamo
Signore aiutaci a vivere nella fedeltà; non permettere che ci facciamo degli sconti, che accampiamo delle scuse, che ci lasciamo condizionare dai tanti “ma” e i tanti “se”, e rendici degni della vocazione cristiana che hai suscitato in tutti noi, religiosi e laici. Amen
Proviamo a riflettere, oggi, sull’impegno della fedeltà alla Parola di Dio e rinnoviamolo con convinzione.
Buona giornata e buona domenica,
PG&PGR