Carissimi,
come senz’altro ricorderete, all’inizio dell’Esortazione che già da qualche giorno stiamo leggendo (precisamente dal 3 febbraio), Francesco di Sales aveva fatto riferimento a santa Brigida di Scozia che mise in atto quel “lasciare tutto per acquistare la perla evangelica”. Ora, anche se a grandi linee, vuole raccontarci la storia della sua vita. Essendo una santa non conosciutissima, vogliamo metterci in ascolto del Salesio e cercheremo di non interromperlo con le nostre “irruzioni”. Ci impegnerà per qualche giorno, ma ne vale la pena. Perciò sediamoci comodamente tra l’uditorio che, senz’altro, non era composto solo da Visitandine.
Dunque, dice l’Oratore:
“Santa Brigida era figlia illegittima e di bassa estrazione per parte di sua madre. Suo padre era un grande signore, ma sua madre era una donna povera. Nacque in Scozia; era una ragazza molto bella, dato che gli scozzesi sono belli per natura, e in quel paese si incontrano le più belle creature esistenti (sarà vero?…Pardon). E’ fuor di dubbio che ci sono dei luoghi dove gli uomini nascono più belli che altrove. La Scozia ha questo privilegio più degli altri Paesi del mondo, ma cercare di saperne le cause non è il nostro scopo; tutto ciò poco importa, purché andiamo in paradiso, ci basta). Tra le giovani donne di quella regione, che sono belle per natura, santa Brigida si distingueva per l’eccezionalità; per questo, benché fosse di bassa condizione da parte di madre, fu richiesta in matrimonio dai migliori partiti della Scozia,che, dimenticando l’umiltà delle sue origini, la desideravano per la sua straordinaria bellezza che la rendeva tanto piacente. Ma quella grande santa, che era stata scelta ed eletta per essere sposa di Nostro Signore, fu illuminata di luce interiore e, sentendo nel cuore un’urgenza e un movimento che la spingevano in continuazione verso il sommo Bene, scoprì la perla della perfezione religiosa; considerando poi la rara bellezza della stessa, decise di acquistarla e di vendere tutto ciò che possedeva per averla. Rinunciò, dunque, a tutti gli onori, le ricchezze e i piaceri che il mondo le offriva, e ai beni di fortuna: ossia, a quei beni a venire che è così difficile lasciare. E’ difficile lasciare le pretese e le speranze; è addirittura più difficile liberarsi di esse che dei beni che già si possiedono. Di fatto, molti possiedono solo poche cose, ma hanno così grandi progetti e belle speranze che difficilmente riescono a rinunciarvi. (So che molti non vogliono dare a questi beni futuri il nome di beni di fortuna: persino il grande sant’Agostino, perché i pagani chiamavano, uno dei loro dei, dea della Fortuna; ma da allora le cose sono cambiate, o meglio, si sono spiritualizzate, per cui ora vengono chiamati comunemente con tale nome). Continua…
Oggi non vi proponiamo una preghiera particolare. Ognuno “inventi” la propria, con parole semplici, senza preoccuparsi di formularle correttamente…Il Signore legge nel nostro cuore, non nella nostra grammatica.
Certamente la gran parte di noi non hanno molti beni, molti tesori. Ma tutti ne abbiamo uno che condividiamo e che non si esaurisce: l’amore di Dio. Impegniamoci oggi a viverlo con più determinazione.
Buona giornata,
PG&PGR