10 Marzo 2026: Messaggio alla Comunità Parrocchiale

Carissimi,

come è avvenuto per tanti santi, anche per la Maddalena Dio opera la meraviglia di una sorta di metamorfosi; dice Francesco di Sales: “Una volta incontrato il suo divin Maestro, operò un’ammirevole conversione: da carcassa maleodorante che era, divenne un vaso di grande pregio, idoneo ad accogliere il liquore molto prezioso e profumato della grazia, della quale in seguito profumò il proprio Salvatore”. La misericordia di Dio è infinita e, attraverso l’opera dello Spirito, se lo si lascia agire, trasforma i peccatori in santi. Il Salesio azzarda una espressione che, giustamente, può apparire esagerata, riferita a questa donna dicendo che “la possiamo chiamare giustamente «regina di tutti i cristiani» figli della Chiesa”. Altrettanto giustamente qualcuno potrà obiettare che questo titolo spetta soltanto alla Vergine Maria. Certamente, ma qui l’Oratore si riferisce, in modo particolare, ai cristiani che, pur peccatori “vogliono uscire dalla loro iniquità”. Caro Francesco, se tu al posto di “regina” avessi usato “patrona”, forse avremmo compreso meglio visto che la Chiesa stessa, oltre ad indicare santa Maria Maddalena quale patrona dei profumieri, dei giardinieri e dei parrucchieri, la chiama anche patrona di tutte le donne che si convertono dopo aver condotto una vita non proprio esemplare: “Infatti – aggiunge – è stata peccatrice…ma uscì dal suo peccato e ne chiese perdono a Dio con una sincera contrizione ed un fermo proposito di lasciarlo, provocando così tutti i peccatori ad imitare il suo esempio”. Una di queste creature tormentate e sfruttate, che dopo aver vissuto l’esperienza della prostituzione è santa Maria Egiziaca (IV-V sec.), della quale Francesco ci parlerà più avanti; ella, dopo la conversione visse una vita dedicata alla preghiera e alla penitenza. Penitenza, diciamolo chiaramente, è una parola che ci piace molto poco ma, insieme alla preghiera, è il modo più appropriato per ritornare al Signore. Pensiamo agli abitanti di Ninive: una grande città della Mesopotamia, la più importante dell’impero assiro, dove regnavano la dissolutezza, la violenza e la malvagità. I niniviti, in seguito alla predicazione del profeta Giona che annunciava l’imminente distruzione della città, fecero penitenza, dal primo all’ultimo, e Dio rinunciò a distruggerla (Cfr. Gn cap. 3). Sarebbe cosa buona, in questo tempo di Quaresima, riscoprire il valore della penitenza…

Preghiamo

Non ci abbandoni mai la tua grazia, o Signore, ci renda fedeli al tuo santo servizio e ci ottenga sempre il tuo aiuto. Amen

 

Che ne dite di provare, oggi, a fare qualche piccola penitenza rinunciando a… scegliete voi.

 

Buona giornata,

 

PG&PGR