2 Marzo 2026: Messaggio alla Comunità Parrocchiale

Carissimi,

secondo il pensiero di Francesco di Sales, santa Elisabetta “ricevette lo Spirito Santo per mezzo della Vergine”. Ed è a lei che ci invita a ricorrere come mediatrice presso il Figlio, per ottenere lo Spirito divino. Il Concilio Vaticano II, nell’ottavo capitolo della Costituzione Dogmatica “Lumen Gentium”, tra i vari titoli che attribuisce alla Madonna, ricorda anche quello di Mediatrice. San Giovanni Paolo II, nell’udienza generale del primo ottobre 1997, diceva: «Questo appellativo fu inserito nella Costituzione dogmatica sulla Chiesa a conferma del valore della verità che esprime». Certamente, ammette il nostro Oratore, è possibile, nella preghiera, rivolgerci a Dio senza ricorrere ad altre mediazioni, anche se quella di Maria è una sorta di “garanzia”. Ancora una volta ci vengono in mente le parole del “sommo poeta”: «Donna, se’ tanto grande e tanto vali, che qual vuol grazia e a te non ricorre, sua disianza vuol volar sanz’ali». Ma anche l’intercessione dei santi e degli angeli è importante. Il Nostro aveva già detto che, essendo Dio uno, ama tutto ciò che è unito e unisce; ora sottolinea: “E’ per questo che ha talmente unito la Chiesa militante con quella trionfante, che le due ne costituiscono una sola, che ha un solo Signore che la regge, la guida, la governa e la nutre, benché in modi diversi”. C’è una unione del tutto particolare che lega noi che ancora siamo su questa terra a coloro che hanno già raggiunto la beatitudine nel Regno dei Cieli dove, ci ricorda il de Sales, “si fa più festa per un peccatore pentito che per novantanove giusti” (Cfr Lc 15, 7-10), aggiungendo questa considerazione: “Quando io dico che gli Angeli fanno festa in cielo e si rallegrano, è inteso anche per i santi, che si trovano assieme; infatti il Vangelo parla soltanto di spiriti beati (gli angeli)”. I santi, quelli vissuti e morti prima degli eventi Pasquali, solo dopo la Risurrezione entrarono in cielo (Cfr. Mt 27,52). Se ben ricordate, nella seconda lettura dell’Ufficio delle Letture del sabato santo, un testo molto antico, si dice che il Signore Gesù scese negli inferi per liberare i giusti e annunciare la sua vittoria sulla morte. Dunque l’unione spirituale tra Chiesa militante e Trionfante dovrebbe aiutarci a riflettere maggiormente su ciò a cui il Signore ci invita, al termine del nostro percorso terreno. Sarà senz’altro un immenso salto di qualità. E’ vero, come spesso diciamo, molto umanamente, che non abbiamo fretta di fare questo salto, ma stiamo tranquilli: non saremo noi a deciderlo.

Preghiamo

“O Dio, che hai ordinato la penitenza del corpo come medicina dell’anima, fa’ che ci asteniamo da ogni peccato per avere la forza di osservare i comandamenti del tuo amore. Amen

Se oggi ci capiterà di ripensare all’unione che spiritualmente è già una realtà, tra noi e coloro che già godono della visione di Dio, chiediamo, insieme a quello della santa Vergine, il loro aiuto fraterno.

Buona giornata,

PG&PGR