Carissimi,
Francesco di Sales prosegue nella sua Esortazione, mettendo in gran risalto, dopo tanta vanagloria, l’umiltà di sant’Agostino che “raramente si accompagna alla scienza, che, per se stessa, gonfia, ed ancor di più quando si tratta di una scienza così poderosa come quella di sant’Agostino; ma in lui era unita ad una umiltà così profonda, che non è possibile sapere se avesse più scienza che umiltà o più umiltà che scienza”. E’ veramente difficile trovare tra i “grandi” personaggi della storia, passata e presente, trovare qualcuno che sappia essere veramente umile, e questo in tutti i campi, dallo sport, alla scienza alla politica. Quanto è difficile saper riconoscere i propri limiti! Francesco ci rivela che nel suo sapere, Agostino aveva una lacuna, “non conosceva la lingua greca”, anzi, volutamente non volle impararla quando era studente. Strano, eppure sembra che le cose siano andate proprio così! Egli “non lo nascose, lo ammise con semplicità e franchezza, dicendo che si considerava il più piccolo di tutti, perché non conosceva nulla della lingua greca, che tuttavia è la più ricca di tutte”. Non capita di rado che qualcuno volendo far sfoggio di cultura usi termini stranieri. Ma anche tra i nostri connazionali, quanti personaggi pubblici, esprimendosi in un italiano approssimativo, prendono delle sonore cantonate nell’uso dei tempi verbali (del tipo: da quando sono piccolo/a!). Il Nostro ci fa notare che, tra gli ascoltatori di Agostino, nessuno avrebbe potuto supporre questa sua lacuna “udendo le sue dispute e leggendo i suoi scritti”, ma egli lo “confessò” apertamente. Altra dimostrazione dell’umiltà di quell’uomo sta nell’essersi sottomesso “alla censura dei suoi scritti e della sua dottrina, censura operata non soltanto da quelli che gli erano superiori o uguali…ma anche da chi gli era inferiore sia nel sapere che nella dignità”. Tra questi sembra ci sia stato anche il grande san Girolamo che mosse una non piccola critica ad Agostino, “senza addolcirla”, con uno stile un po’ brusco. Con molta probabilità Francesco si riferisce alle divergenze che i due avevano sulla natura umana e la sua capacità di raggiungere Dio: Girolamo era scettico sul fatto che l’uomo potesse trovare Dio attraverso la sola ricerca interiore, come sosteneva Agostino. Egli, dice l’Oratore, ricevette la critica con ammirevole sottomissione ed in una lettera a Girolamo scrive: «So bene che il prete è inferiore al vescovo, e che io, che sono vescovo, sono più di te che sei un semplice prete; però questo riguarda soltanto la dignità che ricopriamo nella Chiesa di Dio, perché, per il resto, o Girolamo, tu mi sei superiore…Per cui mi sottometto ed accetto volentieri la censura e la correzione che mi muovi, riconoscendo che hai un giusto motivo per farmela» (Lettera LXXXII, par.33). Se questa non è umiltà, che cos’è?
Preghiamo
O Dio, che per la nostra fragilità hai preparato aiuti efficaci, fa’ che, accogliendone con gioia la forza rinnovatrice, la manifestiamo in una degna condotta di vita. Amen
E’ l’umiltà che fa l’uomo grande perché ci permette di crescere e comprendere meglio gli altri. Pensiamoci, oggi, in questo inizio di primavera.
Buona giornata,
PG&PGR