Carissimi,
con l’incontro odierno concludiamo questa Esortazione di Francesco di Sales e, ancora una volta, dobbiamo rilevare che quanto egli dice, sempre riferendosi all’umiltà di sant’Agostino, è attuale ancora oggi: “In questi tempi non vogliamo correzioni”. Fare delle correzioni o, saperle accettare, risulta essere un’impresa ardua; la superbia ha sempre la meglio sull’umiltà e spesso, purtroppo, dalla superbia si passa alla violenza…e non solo verbale! La Parola di Dio, specialmente nel Nuovo Testamento, invita continuamente ad agire con semplicità ed umiltà, ma quanto è difficile metterlo in pratica!
“Tuttavia – ci dice Francesco – sta proprio in questo uno dei punti principali dell’umiltà e della perfezione della vita cristiana”. Qualche volta può capitare di riconoscere, in noi stessi, qualche errore, ma quanto è difficile accettarlo quando sono gli altri a farcelo notare. Il santo vescovo di Ippona, nelle “Confessioni”, raggiunge l’apice dell’umiltà e della sincerità e in questa famosa opera egli “racconta, non per sommi capi, ma in dettaglio, tutte le sue colpe, i suoi umori, le sue abitudini e le sue inclinazioni viziose”. Quando ci si accosta a questo testo può sorgere la domanda: ma che bisogno aveva quest’uomo di raccontare queste cose dopo la sua conversione? Il de Sales si è posto questa domanda e, come al solito si dà anche la risposta che riportiamo integralmente: “Perché questa confessione? Forse per raccontarla all’orecchio del confessore? No, perché questo lo aveva fatto prima di scrivere il libro. Non sarà forse per dirlo ai suoi contemporanei che, avendolo conosciuto, avrebbero trovati facili scusanti per la sua età giovanile, per riguardo all’acume del suo spirito e ai doni che aveva ricevuto dalla natura? Certamente no. Sarà forse stato per farlo conoscere al popolo della sua regione o della sua Diocesi che, per la stima che aveva per la sua santità, non avrebbe dato nessun peso a quelle azioni della sua età giovanile, di fronte alle virtù che risplendevano in lui allora? Oppure fece quella confessione per essere lodato dai giusti…? No, le Confessioni non sono rivolte a simili persone…ma a tutti gli uomini in generale: giovani e vecchi, dotti e ignoranti; a coloro che avrebbero ammirato la sua umiltà e ne sarebbero rimasti edificati e anche a coloro che si sarebbero presi gioco di lui e se ne sarebbero scandalizzati; agli uomini e alle donne; vuole insomma, che la miserabile vita che egli ha condotto nella sua giovinezza sia esposta e manifesta a tutti”. Chiediamoci: chi, oggi, avrebbe il coraggio di riconoscere i propri errori in modo così sincero e dettagliato? Conclude Francesco: “O Dio, quanto la santità del nostro tempo è lontana da questo…!” E quanto lo è quella del nostro?
Preghiamo
La tua misericordia, o Signore, guidi i nostri cuori, poiché senza di te non possiamo fare nulla che ti sia gradito. Amen
Forse, né oggi né mai avremo lo stesso coraggio di Agostino nel confessare pubblicamente i nostri errori, grandi o piccoli che siano. Ma con il Signore possiamo farlo, oggi e sempre.
Buona giornata e buona domenica,
PG&PGR