Carissimi,
tutti noi sappiamo quanto sia importante aver cura della salute del nostro corpo, ma lo è ancor di più quella della nostra anima. Francesco di Sales, per porre in evidenza questa “cura”, mette in piedi una metafora: “Non bisogna perdere il coraggio di curarsi, poiché quello è il nostro compito e l’esercizio per tutto il tempo che ci troveremo in questa valle di miseria”. Avere il “coraggio di curarsi” significa saper riconoscere i nostri limiti e i nostri difetti in quanto, “nessuno può dirsi esente da questo, per santo e perfetto che sia”. Forse non tutti sanno che Francesco, durante i suoi studi a Padova, tra giurisprudenza e teologia, seguiva anche dei corsi di medicina e quella di quel tempo insegnava che l’uomo è composto di diversi umori: il collerico, il flemmatico, il sanguigno e il malinconico e quando questi sono equilibrati tra loro vuol dire che si è in piena salute; ma quando uno di questi prevale sugli altri si è ammalati. E dato che, sottolinea il Nostro, “non è possibile che siano sempre in giusto equilibrio…ne consegue che non si gode mai di una salute piena”. La stessa cosa avviene per la salute dei nostri cuori e dei nostri spiriti: infatti, chi può dirsi esente la inclinazioni o passioni che causano “malattie gravi e pericolose?”; per questo è importante vigilare su se stessi. E’ necessario, per la nostra salute spirituale, fare (non troppo di rado!) una sorta di “check-up” della nostra situazione e quando ci si accorge che qualche “valore” è alterato, ricorrere al “medico”. Come è vero il detto che “l’avvocato di se stesso ha uno stupido per cliente”, la stessa cosa si può dire per chi crede di essere “medico” di se stesso. Prosegue l’Oratore: “I maestri di vita spirituale riducono questi umori a quattro principali: il timore, la speranza, la tristezza e la gioia”; bisogna, però, fare molta attenzione che uno di questi non prevalga sugli altri in quanto questo sarebbe causa “delle malattie dell’anima”. Riconosce che non è facile “mantenerle regolate e da questo deriva il fatto che gli uomini siano strani e variabili e che tra di loro non si trovino che fantasie, incostanza e sciocchezze”. Intendiamoci, il timore, la speranza, la tristezza e la gioia, prese singolarmente, non sono cose negative in quanto il timore induce alla prudenza, la speranza è una virtù teologale, la tristezza e la gioia fanno parte della vita di ogni uomo. Ma possono diventare deleterie quando il timore fa perdere il coraggio, la speranza viene riposta in cose caduche, la tristezza e la gioia eccessive possono portare a compiere gesti deleteri per la vita. Insomma, conclude per oggi il de Sales “dal disordine di queste passioni derivano tutte le malattie spirituali”. Per questo motivo vengono chiamate in causa, ancora una volta, la nostra volontà e le nostre scelte.
Preghiamo
Il tuo aiuto, Dio onnipotente, ci renda perseveranti nel tuo servizio, perché anche nel nostro tempo la tua Chiesa si accresca di nuovi membri e si rinnovi sempre nello spirito. Amen
Chiediamoci, oggi: da quanto tempo non ci rechiamo dal “medico”? E a quando risale il nostro ultimo “check-up” spirituale?
Buona giornata,
PG&PGR